Troppi incivili al lago Sorapis: «Il sindaco mandi i suoi vigili»

L’appello parte dal governatore veneto Zaia e dal gestore del rifugio Vandelli «Non è possibile che qualche lazzarone trasformi un gioiello in immondezzaio»

CORTINA

Emilio Pais, gestore del rifugio Vandelli, se l’è vista brutta l’altra sera. È andato al lago e vedendo che un gruppo di giovani stava facendo il bagno, li ha invitati a uscire. «Chi è lei, che cosa vuole?», l’hanno affrontato con tono minaccioso. «Sono il gestore del rifugio e vi ricordo che c’è il divieto di tuffarsi». «Facciamo quello che vogliamo», è stata la replica, «i divieti non ci interessano».

Quando, ieri, Pais ha sentito dell’invito del governatore Luca Zaia al sindaco Giampietro Ghedina di inviare i vigili per gestire la sicurezza intorno al lago di Sorapis, ha commentato con il cronista: «Qui dovrebbero arrivare i poliziotti con il manganello, perché mai come quest’anno si è visto tanto caos».

Ieri mattina, dunque, Zaia, dai microfoni di Radio Cortina, ha lanciato un accorato appello al sindaco perché mandi in quota la polizia locale affinchè sanzioni quanti gettano rifiuti a terra, si tuffano nel lago contravvenendo il divieto, lordano un ambiente straordinario di ogni tipo di rifiuti, siringhe comprese nel passato.

«Non è possibile che nel cuore delle Dolomiti Unesco, qualche lazzarone trasformi un angolo di paradiso in un immondezzaio».

Il sindaco ovviamente ammette i problemi. Precisa, però, che sotto taluni aspetti sono enfatizzati. «Ovviamente provvederemo insieme alle Regole, a una vigilanza costante. Va detto, però, che i problemi del flusso, provocato soprattutto dai social, si riducono a pochi giorni all’anno. E che ci sono comportamenti senz’altro da sanzionare, ma altri che vanno compresi nell’euforia di queste giornate. Voglio dire, cioè, che per qualche tenda si può chiudere un occhio. Non lo si può chiudere, invece, per le bottiglie rotte e i vetri abbandonati, per i tuffi in lago, col rischio che accada qualcosa di grave, per l’infradito ai piedi, quando i sentieri richiedono ben altre calzature».

Per il gestore del Vandelli si tratta comunque di una situazione “inverosimile” di inciviltà. Ogni sera, infatti, è proprio lui con i suoi collaboratori a dover fare il giro del lago per raccogliere sacchi di immondizie. «Il problema più grave», aggiunge Pais, «è quello della sicurezza degli stessi giovani: tanti bevono fino ad ubriacarsi e se capita qualche malore, chi e come li soccorre di notte?».

Per il sindaco Ghedina c’è un altro aspetto da affrontare, quello dei parcheggi a valle, al passo Tre Croci. «Abbiamo inviato anche la polizia locale, ma le multe risolvono ben poco. Dobbiamo organizzare delle aree di parcheggio sufficienti e in questo senso ci siamo messi d’accordo per un intervento adeguato la prossima estate».

Resta il problema dell’immagine che il presidente della Regione vuol riportare alla sua originalità. Anche invitando i media a non enfatizzare episodi che spesso restano tali. —



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