Tre polacchi usavano le borse schermate per rubare capi di lusso
CORTINA. Borse schermate per rubare giacche di lusso. Tre polacchi in tribunale per tentata rapina e furto aggravato alla Cooperativa di Cortina. Jan Gdula e Piotr Szlosarczyk devono rispondere del primo reato e Grzegorz Kurowski del secondo. I fatti sono contestati tra il 4 e il 5 febbraio 2018 e i tre imputati sono difesi dagli avvocati bellunesi Coppa, Dolif e Conte.
Kurowski avrebbe colpito il primo giorno. Secondo la ricostruzione della polizia, è entrato nel grande magazzino, si è diretto nel settore dedell’abbigliamento sportivo e ha trafugato una giacca nera del valore di 779 euro, nascondendola in una borsa in tinta capace di rendere inutili le placche antitaccheggio sui talloncini attaccati alla merce e di non far suonare le barriere dopo le casse. Quando il personale si è accorto che mancava un capo, l’addetto alla sicurezza è andato a visionare le immagini della videosorveglianza. Si nota un uomo con delle borse, che prende dei capi da provare e li porta in camerino, dove la telecamera non c’è. Non si vede il momento in cui la giacca viene infilata nel contenitore, ma quest’ultimo è senz’altro più gonfio, rispetto a pochi minuti prima.
Il giorno dopo si presentano Gdula e Szlosarczyk e lo stesso dipendente si accorge che uno dei due assomiglia al ladro. Lo segue con lo sguardo e chiama il 113. I due prelevano un piumino del costo di 898 euro e una giacca a vento imbottita da 230 e se ne vanno, imboccando le scale mobili. Fuori c’è già la polizia, che se li vede indicare dallo stesso dipendente e cerca di bloccarli. Szlosarczyk si ferma, mentre Gdula prova a scappare, prendendo a spallate uno degli agenti e in questo sta la tentata rapina. Intanto dalle schiene, spuntano le borse con la refurtiva. I polacchi erano arrivati a bordo di un furgone a noleggio (reclamato il giorno 7 da Kurowski in commissariato) e soggiornavano in un albergo di Misurina. Nelle loro stanze, durante una perquisizione, salteranno fuori anche etichette con dei fori uguali a quelli causati dalla spillatrice, che usano le commesse della Cooperativa, per attaccare i prezzi. Discussione e sentenza il 23 gennaio. —
Gigi Sosso
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