Tosi sale a Sappada a dare man forte ai referendari

SAPPADA. Nè il presidente della Regione, Luca Zaia, né gli esponenti del Pd Gianclaudio Bressa e Roger De Menech vogliono che Sappada si distacchi dal Veneto. Ed ecco allora che ai piedi del Peralba...

SAPPADA. Nè il presidente della Regione, Luca Zaia, né gli esponenti del Pd Gianclaudio Bressa e Roger De Menech vogliono che Sappada si distacchi dal Veneto.

Ed ecco allora che ai piedi del Peralba arriva Flavio Tosi, nella sua veste di fondatore del movimento "Fare", oltre che di sindaco di Verona. E Tosi ha già fatto sapere in maniera molto chiara, e anche ripetutamente, da che parte sta: quella dei referendari e, di fatto, anche del Comune. Domani alle 15, nella sala consiliare del municipio, è stato infatti organizzato un dibattito pubblico. «Si farà il punto sulle ragioni della richiesta di passaggio al Friuli e sullo stato dei lavori, ma si parlerà anche di futuro e di nuove prospettive di scenario», anticipa la senatrice feltrina Raffaela Bellot, che ha voluto dare all'appuntamento questo significativo titolo: "Sappada ignorata: quel silenzio che vale un insulto. Regioni e Governo giocano a ping pong: quanto vale oggi lo strumento referendario?". «In queste settimane, parlando di Sappada», si legge in una nota della Bellot, continua da diverse parti l'escalation di uscite sensazionalistiche per titoli ad effetto. Vedendo da dove arrivano viene piuttosto facile pensare che siano tutte operazioni atte a distogliere l'attenzione dal punto centrale di tutta la questione. Noi preferiamo incontrare i referendari. Sappada non è e non deve essere un capro espiatorio per le negligenze del passato. Sappada non deve essere strumentalizzata per minacciare misure poco verosimili per efficacia o per evocare scenari apocalittici di un Veneto in frantumi.

All’incontro interverranno Manuel Piller Hoffer, sindaco di Sappada; Marco Santoro, consigliere comunale; Danilo Quinz ed Alessandro Mauro del comitato referendario, nonché la stessa Bellot. Intanto Mauro replica duramente a Zaia che in un'intervista al "Corriere delle Alpi" aveva posto, ancora una volta, la necessità dei fondi di confine. «Zaia fa parte ormai di quel partito consociativo PD-Lega che non vuole riconoscere il diritto di Sappada all'autodeterminazione, così come espresso dal voto referendario; .Zaia sembra iscritto al pd, Bressa e De Menech invece alla Lega». (f.d.m.)

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