Topo nel latte, ad Alleghe arrivano i Nas

ALLEGHE. Quella carcassa di topo non doveva proprio esserci, dentro il brik di latte acquistato alla Cooperativa di Alleghe e portato a casa da una donna di Ponte nelle Alpi, che ha scoperto con orrore i resti del roditore nella confezione. E ieri mattina i carabinieri del Nas di Treviso si sono presentati al negozio alleghese per mettere sotto sequestro un campione di confezioni. Obiettivo: capire se ci siano cartoni con all’interno corpi estranei e cercare di fare luce su quello che è successo. Mentre l’azienda di Vipiteno che distribuisce quel latte, di produzione tedesca, smentisce che quel topo sia potuto entrare nel brik durante la lavorazione.
La vicenda è quella della brutta “sorpresa” trovata da una donna di Ponte nelle Alpi: dentro il brik del latte, comprato ad Alleghe, c’era il topolino morto. La donna, dopo la prima reazione di sgomento, ha segnalato il fatto alla Cooperativa di Alleghe, che a sua volta ha subito contattato l’azienda altoatesina.
Ma nel frattempo, di iniziativa, si sono mossi anche i militari del Nucleo antisofisticazioni sanità di Treviso. Presentandosi ieri ad Alleghe, nel negozio che fa capo alla Cooperativa di San Vito di Cadore, per mettere i sigilli su una serie di confezioni di latte di quella marca prodotte nello stesso giorno.
Un provvedimento di sequestro cautelativo sanitario in attesa di analisi che è innanzitutto a tutela dei consumatori, ma anche necessario a capire esattamente cosa sia successo. Due gli obiettivi, infatti, delle analisi disposte dai carabinieri del Nas: cercare se ci siano confezioni di quel lotto inquinate da eventuali corpi estranei, come feci di topo o altre carcasse di roditore; ma anche capire come sia finito quel topino nella confezione arrivata nel frigo della donna di Ponte nelle Alpi. Confezione che verrà acquisita probabilmente oggi assieme alla testimonianza dell’acquirente.
Nessuna ipotesi, infatti, viene al momento esclusa: da quella che un roditore sia riuscito a superare gli sbarramenti degli impianti di confezionamento del latte, finendo “impacchettato” nel brik arrivato poi ad Alleghe e quindi a Ponte nelle Alpi, a quella che il topolino sia finito nella confezione in un secondo momento. Ad esempio riuscendo ad entrare nel cartone una volta aperto a Ponte nelle Alpi. Il roditore potrebbe essere stato attirato dall’odore del latte riuscendo ad infilarsi nel brik magari rimasto incustodito per qualche minuto, rimanendovi annegato. Un’ipotesi, questa, che è tra quelle al momento all’esame.
Saranno sia le analisi sui campioni sequestrati ad Alleghe sia gli elementi che emergeranno dalla ricostruzione del tragitto fatto dalla confezione di latte a dover chiarire, quindi, cosa sia successo. E a far partire eventuali altri accertamenti sul ciclo di produzione di quel latte.
Stefano De Barba
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