Tangenziale di Agordo, nove mesi per finirla

AGORDO. Leggera come una farfalla da 90 tonnellate, l’ultima trave si è posata a 24 metri di altezza sulle pile in cemento armato del viadotto Polane. Un’operazione che il gruista ha portato a termine con tocco delicato nonostante avesse addosso gli occhi del pubblico delle grandi occasioni: presidenti, sindaci, amministratori delegati, anche il sacerdote. Ma soprattutto il folto gruppo di curiosi che si sono assiepati lungo l’Agordina, all’altezza della futura rotatoria Pragrande-Ponte Alto, per ammirare uno dei più importanti cantieri di tutta la provincia, quello che completerà la tangenziale di Agordo. Vista l’attesa che c’è intorno all’opera, c’è da aspettarsi che il monitoraggio del cantiere continuerà fino a giugno del prossimo anno, quando è prevista l’inaugurazione.

L’opera Il concio, lungo 50 metri, è stato posato intorno a mezzogiorno. Un varo che per Veneto Strade e per la comunità agordina significa molto, tanto che è stata organizzata una cerimonia dedicata. Si completa così il tracciato che consente di bypassare completamente il centro di Agordo. Il primo stralcio del progetto, già funzionante dal 2012, ha consentito alla bella piazza di Agordo di respirare. Ora il secondo stralcio consentirà di eliminare la pericolosa curva a gomito all’incrocio tra via Tissi e il tracciato storico dell’Agordina. Il ponte sul Rova si collegherà all’Agordina tra Pragrande e Ponte Alto - dove verrà realizzata una rotatoria - per un tracciato complessivo di 760 metri.
Doppio intervento Quasi nove milioni di euro. Questo il costo complessivo del secondo stralcio che si compone di due interventi distinti, uno in rilevato di 540 metri e uno in viadotto di 222. Il primo tratto poggia, per i non addetti ai lavori, su un cumulo di terra rinforzato con pendenza al 2%. Inoltre è stato realizzato un sottopasso per consentire l’accesso al lago di Polane e alle attività produttive. La strada prosegue poi con un viadotto a cinque campate che si innesterà con la rotatoria Pragrande-Ponte Alto, in corso di realizzazione.
Evento in grande stile Di opere così, nel Bellunese, non se ne vedono molte. Se si aggiunge che il secondo stralcio della tangenziale è stato costellato di contrattempi - dal ritrovamento di rifiuti agli espropri - che ne hanno via via posticipato il completamento, si intuisce perché il varo dell’ultima trave sia stato celebrato con una cerimonia ad hoc. «È un’opera significativa e di peso» ha spiegato l’amministratore delegato di Veneto Strade Silvano Vernizzi, «contiamo di aprire la strada a giugno del prossimo anno». Complimenti e ringraziamenti non sono mancati né dal sindaco di Agordo Sisto Da Roit né dal presidente della Provincia Roberto Padrin. L’arcidiacono di Agordo, monsignor Giorgio Lise, ha impartito la benedizione ringraziando «chi ci fornisce l’intelligenza e la capacità di realizzare queste opere».
Nove mesi di attesa Dopo tanti rinvii, la speranza è che il cantiere proceda spedito e che dal buffet per il varo del viadotto si passi all’inaugurazione vera e propria (magari con una cena, ironizza qualcuno). Gli intoppi dovrebbero essere stati risolti: la parte espropiativa è stata completata, rimangono alcune questioni legate alla riorganizzazione delle attività produttive che si conta di risolvere nei prossimi nove mesi. Il conto alla rovescia è iniziato.
(ha collaborato Gianni Santomaso)
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