Tambre, l’orso si sbrana cinquanta pecore

TAMBRE. Drammatica denuncia di Lorenzo Lavina, allevatore, con agriturismo a Pian Formosa, in alto Alpago. «L’orso mi ha ammazzato non una, ma 50 pecore. Adesso basta. Se qualcuno lo cattura, sarò il primo a brindare».
Lavina ha portato, in giugno, 70 ovine sul monte Guslon, sopra Col Indes, in comune di Tambre, e le ha lasciate libere, prive di recinto. E le ha lasciate libere. In questi giorni le ha cercate. Una decina le ha trovate l’amico Michele Pellizzari, pastore, ormai morte, massacrate dall’orso. Altre 4 sono rientrate da sole in stalla a Pian Formosa, dall’altra parte del Guslon, verso la Val Salatis. Le altre?
«Ne sono rimaste una quindicina, che vagano intorno al rifugio Semenza, dove sono state viste impaurite. Nelle prossime ore salirò ai 2 mila metri di quella montagna per recuperarle, se ci riuscirò».
Ma all’appello mancano, appunto, una cinquantina di pecore. L’allevatore è sicuro che è stato l’orso, perché anche l’anno scorso ne ha trovato una quindicina di azzannate, squartate. Il plantigrado è stato fotografato, nei giorni scorsi, ai piedi del Guslon, con una fotocellula. Pare un animale giovane, non grande, ma feroce. Senz’altro più sanguinario di Madi, che aveva il radiocollare ed è stato seguito dalla Forestale nelle sue peregrinazioni tra l’Alpago e la Pedemontana trevigiana; adesso pare essere ritornato in Slovenia. L’orso che si aggira in quota, sulle montagne dell’Alpago, ormai da due, forse da tre anni, non ha il radiocollare e Paolo Casagrande, presidente del sindacato Anpa, con Franco Pianon, coordinatore della cooperativa di allevatori, sollecita le autorità di competenza perché lo fermino e lo trasferiscano in qualche luogo di cattività. Lavina ha 80 ovini anche in Pian Formosa, questi sono recintati, ma l’orso, di passaggio vicino al locale, ne ha sbranate due. La recinzione, infatti, è di quelle tradizionali, non elettrificate. Un sacco di impronte sono state lasciate dall’animale, tutte rilevate dalle guardie della Provincia, le quali hanno messo in guardia Lavina.
«Stia attento perché l’orso, prima di andare in letargo, potrebbe fare provvista».
L’altro pastore, Pellizzari, 800 bovini al suo seguito, è delocalizzato con il gregge sul Nevegal. Le aveva portate a pascolare tra il Guslon e la Val Salatis ma, catturato dalla paura, ha preferito prendere il largo. Mentre Lavina ha messo in conto di chiedere il risarcimento alla Regione, il sindaco di Tambre, Oscar Facchin, nella giornata di oggi farà il punto della situazione per verificare i provvedimenti da prendere.
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