Tagli ai Caf, aumentano le tariffe per 730 e Unico

di Paola Dall’Anese
BELLUNO
Caf in difficoltà con la manovra finanziaria di agosto. L’allarme viene dai Centri di assistenza fiscale della provincia bellunese, che annunciano inevitabili aumenti delle tariffe delle denunce dei redditi per poter sopperire ai tagli inflitti dal governo.
A parlare è il responsabile del Caf Cgil, Luigi Da Corte, che spiega come stanno le cose.
«Per ogni 730 che facciamo, dallo Stato ci vengono pagati 16,65 euro, che salgono a 32 euro per le dichiarazioni congiunte. A questo si aggiunge un rimborso di un euro per ogni invio telematico. I Caf sono nati nel 1993 per dare un servizio importante al cittadino, ma anche allo Stato, visto che presentiamo su un piatto d’argento le denunce dei redditi. In questo modo l’Agenzia delle Entrate possa passare subito alle verifiche».
«Come Caf Cgil, all’anno, solo di invio telematico incameriamo circa 20mila euro (1 euro per circa 20mila pratiche)», continua Da Corte, «dalle pratiche, invece, riusciamo a incamerare circa 100mila euro, il 60% dei quali se ne va per pagare il personale (circa 14 addetti fissi sulle 4 sedi dei nostri centri di assistenza fiscale in provincia), poi ci sono le spese per la carta e per l’attrezzatura informatica».
Il responsabile bellunese precisa che «da agosto, con la legge finanziaria, i Caf sono equiparati a centri di spesa da tagliare. E così hanno ridotto di 2 euro il trasferimento per i 730 semplici e 6 euro per ogni pratica congiunta, eliminando anche il rimborso di un euro per l’invio telematico. Quest’ultimo dovrebbe partire già da quest’anno, mentre le altre due decurtazioni prenderanno il via dal 2012. Inoltre, per i prossimi tre anni (2012-2014) non ci sarà più il riconoscimento dell’aumento Istat che ci veniva garantito ad oggi».
Se di primo acchito le somme sembrano irrilevanti, invece sono elevate. A livello nazionale per i Caf Cigl si parla di 11 milioni in meno di introiti, circa 9 milioni per i Caf Cisl, 4 milioni per quelli della Uil.
E allora cosa fare? «L’unica soluzione», spiega Da Corte , «è tagliare le spese di pubblicità sui giornali e sulle vele, che mettiamo in corrispondenza della denuncia dei redditi. Una mossa che avrà ricadute negative anche sulle agenzie di pubblicità. Comunque, la cosa certa è che questo decurtamento dovrà essere recuperato attraverso l’aumento di diversi euro delle tariffe che gli utenti sono chiamati a pagare per il 730 o l’ Unico. Per poter garantire un servizio di qualità, infatti, non possiamo tagliare il personale» .
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