La nuova via Feltre piace ai residenti: «Un progetto che risolve tante criticità»

Vettorel: «Si è parlato solo dei tigli, mettendo in ombra un’opera importante che ora è possibile. Non mandiamola a monte»

Alessia Forzin
Il tratto di via Feltre dove sono stati tagliati gli alberi e dove quindi stanno per partire i lavori di riqualificazione
Il tratto di via Feltre dove sono stati tagliati gli alberi e dove quindi stanno per partire i lavori di riqualificazione

Il progetto di riqualificazione pensato per via Feltre renderà la strada più sicura per tutti, e risolverà le criticità che residenti e commercianti lamentano da anni. E proprio chi in via Feltre abita è preoccupato per la piega presa dalla vicenda, con il ricorso al Tar promosso da Italia Nostra e Onda Veneto che ha bloccato l’abbattimento dei tigli rimasti. Il timore è che il progetto salti. E che non vengano più risolti tutti i problemi che in via Feltre sono reali. A farsi interprete delle preoccupazioni di tanti residenti in via Feltre è il capofrazione Maurizio Vettorel. «Temiamo che l’azione in corso promossa da Italia Nostra contro l’abbattimento dei tigli con relativo ricorso al Tar possa avere come unico effetto quello di mandare a monte un progetto serio e validissimo di riqualificazione urbana che risolve una serie di criticità che subiamo da decenni», premette. Le elenca, Vettorel, spiegando anche come il progetto andrà a risolverle.

Sottoservizi

«Il progetto ovvia all’attuale insufficienza degli impianti di smaltimento delle acque pluviali, che oggi portano spesso all’allagamento di certe zone», spiega Vettorel. Sib, infatti, andrà ad intervenire sui sottoservizi, risolvendo i problemi della rete acquedottistica e fognaria.

Il traffico

«Negli anni via Feltre si è evoluta da semplice via di passaggio a vero e proprio collegamento con il centro città, con punte di traffico importanti e svariati accessi da vie laterali da abitazioni o attività economiche», continua il capofrazione. «Da qui nasce l’esigenza, ben risolta dal progetto, di limitare a 30 chilometri orari la velocità di auto, camion e bus e creare attraversamenti pedonali rialzati e illuminati, per dare più sicurezza a tutti: pedoni, ciclisti e agli autisti stessi».

Ciclabilità

«Proprio perché siamo perfettamente d’accordo e in linea con gli amici della Fiab in tema di ciclabilità e trasporto sostenibile, crediamo che la soluzione adottata dal progetto, ossia una singola ciclopedonale a doppio senso, ampia e riconoscibile, sia il miglior compromesso possibile», prosegue Vettorel. «La limitata larghezza della strada non rende infatti possibile la realizzazione di due ciclabili separate a senso unico se non eliminando ogni possibilità di parcheggio. Molti ricorderanno che una ventina d’anni fa il Comune ci provò, ma dovette abbandonare l’esperimento per l’opposizione degli esercenti delle attività commerciali. Che, d’altra parte, non è giusto penalizzare: fanno parte dell’anima della via.

Marciapiedi

Sono la parte più degradata e più pericolosa della via, soprattutto per chi cammina con difficoltà o si muove con deambulatore o carrozzina ma anche semplicemente per chi porta i bimbi nel passeggino. «Il progetto mette in sicurezza i pedoni dagli autoveicoli e rimuove ogni barriera architettonica», ricorda ancora Vettorel.

Il nodo degli alberi

È stato il tema più dibattuto: il taglio degli alberi. «Proprio perché siamo convinti assertori dell’importanza di un verde urbano di qualità, siamo consapevoli della dolorosa necessità della rimozione dei tigli, che però, per come furono piantati senza adeguate protezioni, sono causa di deformazione di marciapiedi, cordoli, tubature e sottoservizi, e soprattutto impediscono di realizzare gli interventi di sistemazione. Il progetto», spiega Vettorel, «ci presenta un nuovo piano di verde più sostenibile, con alberi di diversa tipologia piantumati con adeguate protezioni e una dislocazione più adatta al contesto».

«Ci sembra che purtroppo il dibattito pubblico si sia polarizzato esclusivamente sulla questione dei tigli, mettendo in ombra un bene comune più ampio che è quello della riqualificazione di un importantissimo spazio urbano nell’ottica della migliore sostenibilità e vivibilità. Una riqualificazione che è possibile ora, grazie alla generosità di un donatore e a un progetto serio e ben fatto».

L’auspicio

Molti cittadini di via Feltre, attraverso il loro capofrazione, esprimono dunque l’auspicio «che il Comune riesca a superare con successo l’ostacolo del ricorso al Tar e che i lavori possano iniziare sollecitamente ed essere portati a termine quanto prima. Agli oppositori, delle cui nobili intenzioni non dubitiamo ma invitiamo a una visione meno “tigliocentrica” del bene comune, diciamo: “non rubateci il futuro”! Siamo una delle città più verdi d’Italia», conclude Vettorel, «dobbiamo avere il coraggio di costruire qualcosa di bello e di nuovo per noi e per i bellunesi di domani».

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