Sulle strade in quota velocità limitata e chiusure orarie

Dopo gli incontri dell’Unesco con gli operatori si lavora ad un dossier da sottoporre alle tre Province
Di Francesco Dal Mas

BELLUNO. Tempi duri per gli automobilisti, ma soprattutto per i motociclisti, lungo le strade dei passi. Le Province di Belluno, Trento e Bolzano potrebbero introdurre, il prossimo anno, il limite dei 60 chilometri l’ora, su suggerimento della fondazione Dolomiti Unesco.

L’altro giorno, ai 3 mila metri di Punta Serauta, sul ghiacciaio della Marmolada, ospiti della società funiviaria di Vascellari, si sono incontrati i dirigenti della fondazione e i rappresentanti delle Province e dei soggetti interpellati territorialmente in ben 11 riunioni, fra le cinque province interessate.

Più di 500 i protagonisti di queste audizioni ed un orientamento tra i più condivisi, finalizzato ad attutire l’impatto provocato dal milione e 200 mila veicoli l’anno sui cinque passi dolomitici più frequentati, è appunto quello di limitare la velocità. Un problema, questo, rappresentato soprattutto dai bickers. Sulla Marmolada e nei precedenti incontri si è discusso, a lungo e vivacemente, anche dell’opportunità di sospendere temporaneamente il traffico inquinante o, quanto meno, di introdurre un pedaggio per limitare il transito dei veicoli a motore.

«Il pedaggio è stato ritenuto dai più troppo vessatorio – informa Luigi Casanova, portavoce della confederazione delle associazioni ambientaliste -, mentre la divisione resta tra chi preferisce chiudere i passi 2 giorni alla settimana, nelle ore centrali della giornata, e chi, come il Cai si accontenterebbe di una chiusura a fasce orarie».

Al festival Dolomiti Unesco dedicato a "Sconfini", ad Auronzo, a fine agosto, la fondazione porterà la sintesi delle proposte che, entro fine anno, sarà trasformata in un dossier – un "Piano di gestione", come è stato definito - perché diventi materia di decisione da parte delle Province già il prossimo anno, quindi in occasione dell’ispezione Unesco sullo stato della protezione. Nel tentativo di limitare il traffico automobilistico c’è anche chi, come il Comune di Canazei ha proposto una vignetta, rilasciata dall’albergatore, quale pedaggio unico per i diversi servizi. A Punta Serauta si è parlato anche di treni e ci si è posti l’obiettivo "Dolomiti 2040".

Entro 25 anni le tre province dovrebbero aver realizzato – questo l’auspicio – il collegamento ferroviario tra Feltre e Primolano e quello tra Calalzo, Cortina e Dobbiaco. Turismo, sviluppo, aree protette, relazioni: questi i grandi contenitori che si è cercato di riempire di proposte nella dozzina di incontri, sulla base di una scaletta puntuale, che non permetteva divagazioni. Affrontando il grande e complesso tema della mobilità, gli ambientalisti sono tornati a chiedere la chiusura con gradualità e la costruzione di possibili alternative (funivia da val Marzon) della strada delle Tre Cime, «in piena collaborazione – si è detto – con il Comune di Auronzo e le Regole». A fine settimana si inaugurerà il restaurato museo della Marmolada, da tutti apprezzato anche per la sua innovazione contenutistica ma tutti hanno auspicato che i numerosi musei delle Dolomiti si mettano quanto prima in rete. E in relazione alla Marmolada è stato auspicato che tra le Province di Trento e Belluno, sull’esempio di quanto contrattato dalla società Vascellari e dagli ambientalisti, possa materializzarsi quanto prima un piano di cooperazione, per valorizzare al meglio questo patrimonio.

Argomenti:viabilitàpassi

Riproduzione riservata © Corriere delle Alpi