Strada della Valle del Mis chiusa per 5 mesi

Il sindaco Moro: «E' necessario realizzare la centralina, altrimenti chiudiamo il Comune»
La strada della Valle del Mis che sarà chiusa per lavori per almeno cinque mesi
La strada della Valle del Mis che sarà chiusa per lavori per almeno cinque mesi
SOSPIROLO-GOSALDO.
La strada della Valle del Mis sarà chiusa durante i lavori per la realizzazione della centralina idroelettrica della Eva Valsabbia, da aprile a settembre. Per lo meno mentre gli operai saranno al lavoro. Troppo stretta la sede stradale per garantire il passaggio delle auto con il cantiere aperto, per Veneto Strade. E non importa se il consiglio provinciale si era dichiarato contrario alla chiusura.

Anche il sindaco di Gosaldo non ci sta: «Quella strada non può essere chiusa per 5 mesi, la Valsabbia deve cambiare il progetto».

«Ma quale cambiamento, qui l'unica cosa che conta è che si faccia questa centralina, o noi dopodomani chiudiamo il Comune, perchè non abbiamo più risorse per mandare avanti i servizi per i cittadini», ribatte il sindaco di Sospirolo Renato Moro. Dev'essere stata una mattinata di passione, quella di ieri in Provincia, dove era stata convocata una riunione tra tutti i soggetti coinvolti nel progetto della famosa centralina della Valsabbia: i Comuni di Sospirolo e Gosaldo, il Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi, Veneto strade e la Provincia stessa, perchè la strada della Valle del Mis è una provinciale.

«Si è trattato di un incontro per capire la situazione, perchè prima di autorizzare i lavori voglio avere un quadro preciso», spiega Sandro D'Agostini, di Veneto strade. E il quadro è presto detto: «La strada è larga da 3,5 a 6 metri. La condotta che dovrà essere realizzata sotto la sede stradale necessita di uno scavo di almeno 2 metri di larghezza, e per il cantiere ne serve almeno un altro metro e mezzo. Ci sono dei punti in cui è impossibile far transitare le auto quando ci saranno i lavori, che occuperanno l'intera sede stradale, ma è anche vero che ci sono delle lavorazioni che possono coesistere con il flusso del traffico. Ci sono molte valutazioni da fare».

Il tratto interessato è quello che dal ponte Titele arriva alla Salita Col del Pit. Tutto in comune di Gosaldo. E' il sindaco a levare la voce contro la chiusura annunciata di 150 giorni: «Non erano questi i patti con la Valsabbia, che aveva garantito che avrebbe lavorato a giorni alterni per consentire il passaggio del traffico», spiega Giocondo Dalle Feste. «E' un'arteria molto importante per noi, per raggiungere la Valbelluna, e per il turismo, visto che è una delle porte d'ingresso al Parco. Non esiste che si chiuda, la Valsabbia deve cambiare il progetto, anche perchè non saranno mai 5 mesi, diventeranno molti di più: servirà tempo per i rilievi, e se crolla qualcosa? Lì ci sono le gallerie, la strada è in un ambiente molto fragile». Dalle Feste vuole contattare la Valsabbia, d'accordo con il collega di Sospirolo Renato Moro, per trovare una soluzione.

Moro non la vede drammatica: «Si troverà una soluzione, magari piazzando delle piastre a copertura dei buchi per consentire il transito in determinati orari, o facendo lavorare gli operai di notte e solo nei giorni feriali. Ne parleremo con la Valsabbia, ma quella centralina bisogna farla, assolutamente». I soldi che deriveranno dallo sfruttamento dell'acqua sono insomma vitali per Moro. E il Parco? Il suo direttore Nino Martino farà partire oggi una raccomandata perchè «non ho ricevuto nessun documento dalla Valsabbia, nessuna autorizzazione al cantiere con un cronoprogramma dei lavori. E da quello che ho visto, pare sia stato anche cambiato». «Martino si sbaglia», afferma Moro, «il progetto è quello che è stato approvato».

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