«Stop alle aperture domenicali»

Commercio. Domani mobilitazione sindacale in tutto il Veneto, manifestazione in piazza dei Martiri

BELLUNO. «Invitiamo la grande distribuzione a fermarsi e riflettere: apriamo tavoli di confronto, in accordo con la Regione, per una programmazione che limiti le aperture domenicali e prenda in considerazione anche i servizi per lavoratrici e lavoratori del commercio».

Adriano Filice (Filcams Cgil), Maurizia Rizzo (Fisascat Cisl), Luigino Boscaro (Uiltucs Uil), ieri mattina dalla sede regionale della Cgil di via Peschiera a Mestre, hanno annunciato la ripresa delle iniziative contro la deregulation e le aperture selvagge in ogni angolo del Veneto. A partire da domani, primo novembre, festa di Ognissanti, quando centri commerciali e medie strutture rimarranno aperte in barba alla festività, costringendo i piccoli negozi al dettaglio a fare i salti mortali.

Non sarà uno sciopero, salvo qualche caso dove il sindacato non riesce a dialogare con la catena, ma delle iniziative per far “riflettere” la popolazione e le istituzioni. «Il fatto di non aver assunto nessuno», spiega Maurizia Rizzo, «ha compromesso la situazione lavorativa di commessi e commesse, le aperture selvagge dei grandi hanno soffocato il piccolo e medio commercio». Insomma, il quadro non è per nulla roseo.

Si parte oggi in piazza Insurrezione a Padova, con un volantinaggio davanti a Coin, domani nelle principali province del Veneto. In piazza Ferretto alle 15, alla stessa ora in cui il patriarca dirà messa in cimitero, nel “salotto mestrino” verrà organizzata una castagnata. A Verona volantinaggio alla Grande Mela di Bussolengo, a Treviso all’Iper di Conegliano, a Rovigo alla Fattoria, a Vicenza al Centro Emisfero, mentre a Belluno è stata scelta piazza dei Martiri.

«Il bilancio dell’ultimo anno», sottolineano i sindacati, «dice che le aperture domenicali non hanno comportato per la grande distribuzione aumenti di vendite o di fatturato, ma sono servite solo come arma di attacco in una guerra commerciale che ha schiacciato i piccoli negozi e depredato di attività i centri storici».

Sul piano del lavoro, precisano Cgil Cisl e Uil, non si è creato un posto in più, bensì condizioni peggiorative per gli addetti che si sono visti disdire i contratti integrativi aziendali con la messa in discussione delle maggiorazioni retributive per le domeniche, mentre le nuove assunzioni prevedono già la domenica come giornata ordinaria. Da qui la mobilitazione. «Il nostro non è solo un movimento di protesta», aggiunge Filice, «siamo un sindacato che fa proposte, vogliamo confrontarci con i comuni, aprire tavoli di concertazione». «La grande distribuzione», rincara Boscaro, «ha come orizzonte solo quello del guadagno, ma la crisi non è stata risolta».

E la situazione è tutt’altro che migliorata. I segretari regionali portano qualche esempio: «La procedura di mobilità a Panorama a Marghera, i contratti di solidarietà di Auchan a Padova e Verona, Carrefour di Portogruaro e Marcon hanno la cassa integrazione aperta, per non parlare della disdetta dell’integrativo, attuata anche alla Metro». Da qui l’appello a ragionare con Comuni, Province e Regione, per mettere un argine alla grande distribuzione, concordare un calendario di aperture, discutere del nuovo disegno di legge regionale.

Marta Artico

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