Sociale, i Comuni ascoltano i sindacati

FELTRE. Sindacati e comuni uniti per la contrattazione sociale 2017/2018. Lo scopo della programmazione concordata con quasi tutti i Comuni del Feltrino, è quella di rinforzare i servizi, tipo quelli agli anziani, aumentando le ore di assistenza domiciliare integrata, e di promuovere una maggiore equità fiscale ai cittadini, rinunciando all’addizionale Irpef per i redditi bassi.
È spettato ieri alla segretaria della Lega di Feltre dello Spi Cgil, presieduta da Maria Rita Gentilin, fare il punto su cosa è emerso dagli incontri con tutti i sindaci del territorio (ad eccezione di San Gregorio per problemi istituzionali del senatore Mirko Badole), che si sono conclusi di recente. I temi del confronto hanno toccato lo sviluppo sociale, la gestione delle entrate e delle spese correnti degli enti locali e l’attenzione alle nuove povertà.
I risultati. «Quattordici comuni su quindici hanno ritenuto importante incontrare le parti sociali, ossia gli esponenti di Cgil e Cisl», ha premesso Gentilin. «I verbali di intesa firmati da sindaci e organizzazioni sindacali sono stati tredici. Si è chiamato fuori dalla firma solo il Comune di Lamon, dopo l’incontro, oltre a San Gregorio per altre ragioni. Quattro Comuni, fra cui Mel, Seren del Grappa, Pedavena e Quero-Vas, hanno deliberato di portare la soglia di esenzione comunale Irpef a diecimila euro, mentre Feltre, ancora più virtuosamente, ha esteso l’esenzione anche ai redditi fino a quindicimila euro».
Fondi anti violenza. Sono dieci le amministrazioni che hanno deciso di devolvere un contributo pari a dieci centesimi di euro per abitante al Centro antiviolenza di BellunoDonna.
«La situazione di violenza di genere non migliora, anzi riguarda anche le donne anziane che vivono con i familiari per la tutela delle quali è bene siano informati gli assistenti sociali, cosa su cui stiamo lavorando», ha detto la segretaria Spi. Il Centro antiviolenza è l’unico pronto soccorso in provincia. All’appello di sostenerlo fattivamente, con una monetina per ogni abitante, hanno risposto Pedavena, Seren, Arsié, Cesiomaggiore, Lentiai, Mel, Fonzaso e Sospirolo, oltre a Feltre che già destina risorse al Centro.
Spopolamento. È lo spopolamento ciò che preoccupa tutti gli amministratori della provincia. «Pensiamo solo che dal 2009 al 2017, ci sono 2357 persone residenti in meno, è come se fosse sparito un comune intero, tipo Arsié», ha detto Maria Rita Gentilin. «Su proposta sindacale è stato messo in chiaro un piano di intervento welfare su base provinciale. La base di partenza finanziaria non può essere minore al milione di euro, al quale poter aggiungere una sorta di piccola tassazione dei cittadini, pari a un euro pro-capite, per aiutare le famiglie e i figli quando entrano nel circuito della formazione universitaria, per calmierare gli affitti o favorire la ristrutturazione di case, ridurre le rette dell’asilo nido, mettere gli anziani nella condizione di essere sostenuti anche in attività ricreative. Solo con un forte investimento in termini di servizi, specialmente per le famiglie e giovani, è possibile fare un’inversione a U rispetto ad una rotta che ci porta verso la desertificazione del Bellunese».
Laura Milano
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