Sicurezza in Tribunale, agenti all’ingresso

Da lunedì le forze dell’ordine garantiranno i controlli nell’atrio, si valuta il coinvolgimento degli istituti di sorveglianza

BELLUNO. Un agente all’entrata di via Segato, chiusura dell’ingresso della Procura in via Volontari della Libertà, ripristino del metal detector o, in alternativa, rilevatori di oggetti metallici portatili in dotazione alle forze dell’ordine. Sono le prime misure disposte dal Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, riunitosi ieri mattina in prefettura per fare il punto sul livello di sicurezza del Tribunale di Belluno dopo i tragici fatti di Milano.

Massaro categorico: non ci sono i soldi per pagare le guardie
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All’incontro, presieduto dal viceprefetto vicario Carlo De Rogatis, hanno preso parte il procuratore Francesco Saverio Pavone, il presidente del Tribunale Antonella Coniglio, il vice presidente della Provincia, Roberto Padrin, il sindaco Jacopo Massaro e i rappresentanti delle forze dell’ordine. Nel corso della riunione è stata esaminata la situazione del palazzo di giustizia bellunese e sono state formulate diverse proposte per garantirne la sicurezza.

«Nei prossimi giorni sarà creato un gruppo di lavoro, composto da rappresentanti delle forze dell’ordine, da un delegato del presidente del Tribunale, vigili urbani, Provincia, vigili del fuoco, Corpo Forestale, carabinieri, polizia e polizia locale, coordinato dalla questura», spiega il viceprefetto De Rogatis, «che proporrà l’adozione di misure quanto più compatibili con la struttura del Tribunale e con le risorse disponibili. È stata valutata, anche dal punto di vista economico, la possibilità di impiegare per la sorveglianza gli istituti di vigilanza».

Già da lunedì, comunque, «dovrebbe essere garantita la presenza di almeno un’unità delle forze dell’ordine nell’atrio del Tribunale, oltre alla presenza usuale già prevista dai carabinieri per le udienze. Carabinieri che dovrebbe iniziare per primi un servizio che, comunque, dovrà diventare a breve a rotazione, coinvolgendo polizia di Stato, polizia locale e provinciale, Guardia di finanza e forestali. Si sta valutando anche l’utilizzo continuativo del metal detector già in dotazione o di apparecchi portatili cercametalli. Nel frattempo si faranno altre valutazioni, in particolar modo sui costi che comporterà l’utilizzo di una o due guardie giurate. A carico del Comune di Belluno? Almeno fino al primo settembre poi, salvo proroghe, le spese dei tribunali, ivi compresa la custodia, passeranno al ministero di Grazia e Giustizia».

Guardie e forze dell’ordine da impiegare sei giorni su sette, «si ragiona tra le 5 e le 6 ore giornaliere», conclude De Rogatis. «Bisognerà anche rivedere gli orari del Tribunale, al fine di concentrare udienze e apertura degli uffici, così da ridurre le ore di sorveglianza».

I carabinieri, in realtà, «già garantiscono i controlli durante i dibattimenti», spiega il comandante provinciale dei Carabinieri, tenente colonnello Giorgio Sulpizi, «ma si è convenuto che sia necessario implementare la sicurezza nel palazzo e dovremo valutare come garantire questo potenziamento del servizio».

Alessia Forzin

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