Massaro categorico: non ci sono i soldi per pagare le guardie

 Le telecamere ci sono e funzionano, il metal detector tornerà in funzione e si sta verificando «la possibilità di mettere un agente all’ingresso del palazzo di Giustizia».

BELLUNO. Le telecamere ci sono e funzionano, il metal detector tornerà in funzione e si sta verificando «la possibilità di mettere un agente all’ingresso del palazzo di Giustizia». Ma nelle parole del sindaco Jacopo Massaro c’è anche la preoccupazione per i costi, che almeno fino a settembre ricadrebbero su Palazzo Rosso. «Considerando la carenza di personale di cui soffrono le forze dell’ordine, l’ideale sarebbe appaltare la sicurezza interna del tribunale a una società esterna, ma avrebbe dei costi che per il Comune non sono sostenibili».

Già, perché tutte le spese di funzionamento del Tribunale, al momento, ricadono su Palazzo Rosso. «Lo Stato dovrebbe rimborsarci l’80 per cento di quello che spendiamo, ma fra ritardi e mancati pagamenti siamo molto indietro», continua Massaro, preoccupato per quello che potrebbe succedere dal primo settembre, quando la competenza nella gestione dei tribunali dovrebbe passare al ministero. «Se oggi lo Stato non ci rimborsa, cosa succederà se dovesse non pagare le spese, avendo la gestione del Tribunale?».

Il rischio è di veder chiudere il tribunale, eventualità da scongiurare. «Che lo Stato rimborsi ai Comuni almeno il 70 per cento se non può arrivare all’80. La parte rimanente potrebbe essere suddivisa fra tutti i Comuni della provincia».

Tornando alla sicurezza, Massaro conclude: «Faremo tutte le nostre verifiche per vedere come aumentarla, esattamente come le forze dell’ordine. Il Tribunale non è così sicuro, come non lo è Palazzo Rosso e non lo sono gli uffici comunali». (a.f.)

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