Siccità a Belluno, gli agricoltori: «Pochi problemi ma speriamo piova presto»

BELLUNO. O piove troppo o non piove mai. E il meteo “ballerino”, in questo periodo sbilanciato verso l’assenza di precipitazioni, non aiuta di certo il comparto agricolo. Allo stato attuale la situazione non è allarmante. Ma la speranza è che piogge e nevicate arrivino il prima possibile. «Non siamo particolarmente preoccupati», sottolinea Silvano Dal Paos, presidente della Coldiretti di Belluno, «l’importante è che però ci sia a breve qualche precipitazione. In provincia aspettiamo fine gennaio per iniziare ad arare, quindi c’è ancora un po’ di tempo. Detto questo, è anche vero che le sorgenti di acqua potabile si stanno abbassando. Speriamo, quindi, che a metà mese, si facciano vedere queste “benedette” nevicate. E qualche pioggia».
Le semine del periodo autunnale, come frumento e orzo, sono un po’ in sofferenza, «ma resistiamo», continua Dal Paos, «e non ci sono grosse difficoltà. Qualche giorno fa ho visitato alcuni appezzamenti, nella zona dell’Alpago e di Santa Giustina, e ho potuto riscontrare che le piantine sono cresciute e non ci sono particolari problemi legati alla siccità. Certo è che siamo al limite».
«La preoccupazione è che, a un periodo di siccità, ne vada a seguire un altro di piogge, anche torrenziali. E non sarebbe la prima volta», commenta Diego Donazzolo, alla guida di Confagricoltura Belluno. «Allo stato attuale le condizioni meteo non hanno provocato particolari danni. Però non aiutano. Pensiamo alle semine autunnali: ha piovuto fino a metà novembre e non sempre è stato semplice, a causa della molta umidità e terreni colmi d’acqua. Ora, invece, questo periodo di siccità non fa bene e mette in sofferenza prati e appezzamenti».
Ma non è il caso, almeno in questo momento, di lanciare allarmi, come ribadisce Dal Paos. «Per quanto riguarda la semina di granoturco, mais e soia, così come erba medica, per fare alcuni esempi, gli agricoltori si muoveranno nei prossimi mesi, quindi c’è ancora tempo», aggiunge il presidente della Coldiretti che, insieme a Donazzolo, ricorda che tra 2015 e 2016, nonostante ci fossero state situazioni climatiche simili a quelle attuali, le produzioni agricole erano state abbastanza buone. «Su questo fronte non abbiamo avuto di che lamentarci in modo particolare», precisa Donazzolo. «Ad attanagliare il mondo dell’agricoltura è stato invece il risaputo problema legato al crollo del prezzo del latte. Verso la fine del 2016 sembra ci sia stato qualche segnale di miglioramento. Vediamo se continuerà e si confermerà nel 2017. Quel che possiamo dire è che non c’è ancora ripresa nel consumo interno, mentre il dollaro debole ci ha dato una mano sul fronte delle esportazioni».(m.r.)
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