Si avvicina l’ora della verità per la centralina di Pullir

FELTRE Potrebbe arrivare entro la fine dell’anno il via libera allo sfruttamento del Caorame e quindi alla costruzione della centrale idroelettrica delle Busette di Pullir, progettata dal Bim su...

FELTRE

Potrebbe arrivare entro la fine dell’anno il via libera allo sfruttamento del Caorame e quindi alla costruzione della centrale idroelettrica delle Busette di Pullir, progettata dal Bim su commissione dei comuni di Feltre e di Cesiomaggiore, che dall’acqua del torrente sperano di ricavare ossigeno per i proprio bilanci. Dopo quattro anni di modifiche, revisioni, dietrofront e inciampi vari, alcuni dei quali anche clamorosi, il progetto è faticosamente approdato al Genio civile per la richiesta della concessione. E’ la fase più delicata verso il traguardo finale, perché da quando la richiesta sarà resa pubblica - e lo sarà per trenta giorni - altri enti o soggetti privati potrebbero proporsi in concorrenza, strappando ai due comuni il diritto all’uso del Caorame. Ma non è l’unico passaggio delicato che attende la centralina. L’opposizione consiliare, sia a Feltre che a Cesio, aspetta il confronto in aula per contestare lo sfruttamento eccessivo di uno dei corsi d’acqua più belli e (ancora) più sani di tutta la provincia e per opporsi ad un impianto che sorge su un’area Sic, ossia su un sito di interesse comunitario. «Il rilascio della concessione equivarrebbe ad una condanna a morte per il Caorame», sostiene il consigliere del Pd di Feltre Luciano Bona. «I prelievi dell’Enel a monte sono già notevoli, la centralina di Pullir toglierebbe l’acqua per quasi cinque chilometri. I rilasci garantiti - per quel poco che ci è stato detto finora e nonostante la correzione obbligatoria imposta dalla normativa europea - sono largamente insufficienti e decisamente inferiori a quelli del progetto che Vaccari e i suoi hanno accantonato. Si sta per consumare uno scempio ambientale, nel silenzio di tanti, primi fra tutti i pescatori».

Il progetto prevede rilasci di 336 litri al secondo per sei mesi all’anno (da dicembre a febbraio e poi da giugno ad agosto) e di 477 per gli altri sei mesi. La portata media del torrente è di 2,5 metri cubi al secondo. «Ma questo non è l’unico motivo di perplessità», insiste Bona. «La centrale costa più di nove milioni, una cifra esagerata». I due comuni, infatti, hanno chiesto aiuto al fondo Brancher, ma è improbabile che arrivino contributi.

Domani sera in consiglio l’amministrazione sarà chiamata a fare il punto sull’iter del progetto, dopo un anno di silenzio e dopo l’avvicendamento dell’assessore incaricato (Elio Sacchet è stato fatto fuori). Lo ha chiesto Gino Piolo, capogruppo di Feltre verso l’Europa, ex delegato del sindaco alle energie e ora fra i più critici nei confronti dcl progetto. Lui, così come il centrosinistra, non farà sconti. (cric)

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