Seni ricostruiti con tessuto suino: primo intervento riuscito
FELTRE. È uscita dalla sala operatoria dopo quindici ore di operazione chirurgica, senza i due seni per un intervento demolitivo senza il quale sarebbe morta dopo pochi mesi. Adesso, a distanza di oltre quattro anni, Rosa Maria Dose, alla quale è stato diagnosticato il cancro bilaterale della mammella quando di anni ne aveva sessantadue, ha i seni di una donna giovane.
A Feltre, i senochirurghi Mauro Dal Soler e Zeljkan Stanojkovski, hanno «compiuto il miracolo», come dice la paziente, non solo dal punto di vista clinico verso la guarigione a cinque anni da una diagnosi a prognosi infausta, trattandosi di un tumore ad andamento tumultuoso e diffusivo, trattato a livello chirurgico in maniera tecnicamente perfetta. Ma anche dal punto di vista estetico, che hanno completato in tempi recenti.
La ricostruzione che hanno praticato a Rosa Maria, all’inizio di quest’anno, è stata la prima a Feltre, e fra le prime nel Veneto, ed è consistita nell’innesto di tessuto biologico, e specificamente suino, che si è espanso e omologato nel proprio. Nell’arco di qualche mese la paziente, che per anni non si è guardata allo specchio, si è riappropriata del piacere di essere una donna. Ma sono stati anni di passione.
Racconta, Rosa Maria: «Quando sono stata operata quattro anni fa mi hanno inserito le protesi che purtroppo ho rigettato dopo una dolorosa infezione. La rimozione delle protesi e la successiva cicatrizzazione delle parti di innesto hanno creato delle modifiche alla pelle e delle aderenze talmente devastanti che io per anni ho evitato lo specchio. E quando mi lavavo, guardavo ovunque fuorché il mio corpo. L’èquipe chirurgica di Feltre mi ha indirizzata a uno dei centri più prestigiosi di Milano, dove attrici e persone famose si sottopongono a interventi estetici al seno. Ma il medico, dopo avermi guardata, ha detto che non avrebbe mai messo mano su di me. Mio marito ed io siamo usciti piangendo da quello studio. I chirurghi di Feltre sono rimasti male anche loro, e non hanno nascosto la loro indignazione. Mi hanno messo in contatto con una dottoressa di Verona per la liposuzione, cioè il prelievo di grasso da altre parti del mio corpo, e il riempimento dei due buchi che avevo al posto dei seni, dove avrebbero potuto entrare due pugni interi. Ma anche in questo caso, per problemi miei di assunzione di farmaci che avrei dovuto sospendere prima dell’intervento, ho dovuto rifiutare, anche perché ero stata chiamata il giorno prima per il giorno dopo. Poi, finalmente, la chiamata dall’ospedale di Feltre che mi ha annunciato un metodo innovativo, quello dell’innesto di tessuto non omologo perché nel mio caso non sarebbe stato efficace, ma di quello suino che geneticamente è compatibile al nostro».
«Ci hanno messo quattro ore», spiega, «ma prima mi avevano rassicurato, incoraggiato, fatto il tifo per me. Io da questo ospedale sono uscita con due bei seni che guardo allo specchio con orgoglio. E con tanta voglia di riprendermi la mia vita di donna completa».
Laura Milano
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