Se economia fa rima con ecologia

di Anna Apollonia
SANTA GIUSTINA
Raggiunti i 40 anni di storia a Santa Giustina, sotto diverse denominazioni, la Cartiera ha incontrato la popolazione presentando le sue sfide più recenti, su tutte quella per il rispetto dell’ambiente. Ma l’incontro di ieri, un worshop aperto al pubblico, è stata anche l’occasione per presentare un’indagine, commissionata alla Bocconi di Milano, sulla conoscenza e sul rapporto dello stabilimento con il territorio, affidata a Fabrizio Perretti. Se la cartiera come stabilimento è conosciuta, meno lo è il nome degli attuali proprietari, il gruppo Reno de Medici, ma la sua presenza viene vista in modo positivo dalla popolazione, convinta che porti benefici prima di tutto occupazionali. E colpisce che ci sia un po’ di invidia per chi ci lavora, visto che gli intervistati (che non ci lavorano) pensano che questo stabilimento offra vantaggi economici, di un posto sicuro e di vicinanza a casa. Ma viene percepito anche il ruolo attivo che ricopre nel territorio.
L’analisi ha rispecchiato gli elementi sottolineati nel loro saluto iniziale dal sindaco Ennio Vigne e dall’assessore provinciale Stefano De Gan: una realtà poco conosciuta dalla gente, che nel tempo si è evoluta, e in 40 anni ha fortemente ridotto il suo impatto sul territorio. «Ma se la cartiera è rimasta», ha detto Vigne, «è anche merito della professionalità, delle maestranze, e se tanti sono oggi qui è segno di un forte legame».
A Mario Grosso del Politecnico di Milano e Simone Molteni di Life-Gate, società che opera nella promozione del rispetto dell’ambiente nella produzione, è stato chiesto di spiegare le politiche di riduzione dell’impatto ambientale portate avanti dallo stabilimento nella produzione di cartoncino. In particolare è stato evidenziato come oggi il prodotto derivi per il 93 per cento da carta riciclata, solo il restante 7 per cento sia pasta di legno vergine, necessaria per dare la giusta consistenza al prodotto, e che utilizzando la carta da riciclare si possa risparmiare fino al 94 per cento di energia nella produzione. Ma che i vantaggi dell’uso di materiali di recupero valga quando la loro provenienza è locale, altrimenti i costi di trasporto erodono fortemente i vantaggi.
Molteni e il lavoro di Life-Gate ha sfatato qualche pregiudizio, come quello che la produzione di carta sia tra le cause della deforestazione: in Europa le foreste sono in crescita, e la produzione di carta incide solo per l’11 per cento nel consumo di legno, mentre la parte da leone la fanno la produzione di energia e le segherie. Anche il consumo energetico nella produzione di carta è in calo: negli ultimi 12 anni si è vista una riduzione del 20 per cento. L’Europa, inoltre, detiene il record mondiale nel riciclo della carta, con il 72,2 per cento. Ma il cammino della cartiera nel rispetto dell’ambiente non è concluso: le certificazioni di rispetto ambientale come il marchio Epd o il certificato Fsc Recycled di rispetto delle foreste impongono, come hanno ricordato i vertici del gruppo e l’amministratore delegato Ignazio Capuano, uno sforzo costante di miglioramento.
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