Impennata delle bollette dei rifiuti a San Vito, residenti in protesta: «Troviamoci un altro gestore»

A San Vito sala piena di cittadini e di operatori economici di tutta la Val Boite per l’incontro sul tema dei costi del servizio di raccolta. Andrea Fiori, Confcommercio: «Ci siamo mossi tramite un avvocato perché gli aumenti sono esorbitanti e ingiustificati»

 

 

Alessandra Segafreddo
La sala di San Vito gremita per l'incontro sulle bollette
La sala di San Vito gremita per l'incontro sulle bollette

Era gremita la sala polifunzionale di San Vito per l’incontro dedicato al tema della raccolta dei rifiuti e soprattutto dei costi delle bollette per i cittadini.

Martedì sera, infatti, tantissimi tra cittadini e commercianti da tutta la valle valle del Boite hanno riempito la sala dove era in programma l’incontro intitolato “Rifiuti: i conti non tornano” organizzato dal Comitato cittadini Feltre, da Vivaio Dolomiti e dalla sezione locale di Confcommercio.

Un tema, quello dei costi per famiglie e attività economiche, di stretta attualità: sono infatti in scadenza i pagamenti delle bollette inerenti i rifiuti che Valpe Ambiente ha fatto pervenire ai cittadini dei comuni di San Vito, Borca, Vodo, Valle e Cibiana di Cadore.

Bollette in sala

In tanti, durante la serata di confronto a San Vito, hanno portato le loro bollette sottolineando che gli importi che si trovano a dover pagare sono raddoppiati o addirittura triplicati, con un servizio che invece è stato ridotto.

Se ad esempio un tempo per plastica, vetro e lattine erano previsti due ritiri a settimana ora ce n’è uno. Nei comuni di Valle e Cibiana i mezzi addetti a ritirare la carta, salvo in settimane di alta stagione, passano ogni 15 giorni.

Commercianti infuriati

I più penalizzati da questa situazione, è stata la protesta lanciata durante la serata, sono i commercianti. «Come Confcommercio ci siamo mossi tramite un avvocato», ha spiegato il referente di San Vito dell’associazione, Andrea Fiori, «perché gli aumenti sono esorbitanti e ingiustificati. Il malcontento è diffuso su tutti i territori gestiti da Valpe: nel Feltrino, a Sedico e in Agordino. Dove c’è Valpe ci sono aumenti e meno servizi. La raccolta era molto migliore anni fa e pagavamo molto meno e per fortuna a San Vito abbiamo avuto il commissario Russo che ha operato a difesa dei cittadini».

«Ci sono attività commerciali», ha contestato ancora Andrea Fiori, «che hanno ricevuto bollette da circa 9 mila euro, importi che non valgono nemmeno per tutto l’anno ma sono solo come acconto». Cifre folli anche secondo i residenti che non intendono mollare sino a che non verranno ripristinate le tariffe precedenti.

Comitato all’attacco

Nadia Forlin, del Comitato cittadini Feltre, ha spiegato nel dettaglio come si è arrivati a formulare le nuove tariffe. A più riprese ha lamentato la mancanza di dialogo e di trasparenza da parte degli enti preposti alla gestione dei rifiuti.

«Sui siti mancano i Pef, ossi ai piani economici finanziari che ci consentirebbero di avere contezza dei costi e dei ricavi», ha detto Forlin, «e poi spesso tanti Comuni, anche limitrofi, hanno regolamenti diversi. Alcuni non sono nemmeno pubblicati. I Comuni possono intervenire perché le tariffe vengono decise dai sindaci, dalla giunta e di consigli. Ma io spesso ho cercato il confronto con gli amministratori e stanno tutti zitti».

La mancanza all’incontro degli amministratori e dei rappresentanti di Valpe o del Consiglio di Bacino è stata lamentata a più riprese dalle persone riunite nella sala di San Vito perché le risposte alla domanda regina, ossia perché oggi si paga di più con un servizio ridotto, avrebbero potuto fornirle solo loro.

Tirato in ballo, ha preso la parola il vice sindaco di San Vito, Alfio De Sandre che si è limitato a dire che «in Italia il problema dei rifiuti è storico». De Sandre si è detto concorde nell’ipotesi di arrivare ad una gestione dei rifiuti uguale in tutta la Provincia.

Vivaio Dolomiti

«Probabilmente organizzeremo altri incontri», ha detto in merito Gianni Pastella di Vivaio Dolomiti, «e cercheremo di invitare anche gli organi competenti per cercare di avere risposte concrete. L'arroganza di alcune risposte arrivate nei giorni scorsi e soprattutto lo scaricabarile non portano a nulla di costruttivo. Al cittadino interessa poco Valpe, Bellunum, dinamiche gestionali, premi di comuni ricicloni, se poi la tariffa aumenta in modo sconsiderato tramite acconti richiesti non giustificati e nemmeno spiegati. Se a questo aggiungiamo anche un calo di efficienza del servizio è logica la reazione della gente. Quindi, se ci sono problemi, se sono state fatte scelte sbagliate bisogna avere il coraggio di affrontarle e spiegarle, non sentirsi portatori della verità».

L’incontro si è chiuso con la proposta di inviare tramite Pec ad Arera le bollette ricevute per segnalare le anomalie. Lorenzo Caldart, commerciante, ha anche proposto di cercare alternative alla società attuale di gestione della raccolta: «Dobbiamo trovarci noi privati un gestore che lavori al meglio anche durante i picchi turistici e non come avviene oggi. Dobbiamo staccarci dal Comune e organizzarci. È l’unica soluzione».

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