Schianto mortale a Cesio patteggia dieci mesi

CESIOMAGGIORE. La Ducati contro un’Ape. Ha patteggiato dieci mesi e venti giorni per omicidio colposo Franco Pagno, il conducente del motocarro contro il quale la mattina del 17 maggio di un anno fa si è schiantato ed è morto il 67enne centauro di Santa Giustina, Gianfranco Cason.
Non solo c’era già stato un risarcimento danni da parte dell’assicurazione, ma all’imputato difeso dall’avvocato Franco Tandura è stata riconosciuta un’attenuante prevista dalla nuova legge sull’omicidio stradale, a proposito del concorso di colpa. Entrambi hanno avuto delle responsabilità nell’incidente e per il superstite c’è stato uno sconto sulla pena, al di là del patteggiamento.
L’incidente è delle 11 del mattino. Il 67enne motociclista di Santa Giustina sta percorrendo il rettilineo della strada provinciale 12, in sella alla sua Ducati Monster. L’uomo decide di sorpassare il veicolo con tre ruote nella zona dell’incrocio con via Piz de Sagron. Si sposta sulla sinistra per cominciare la manovra di sorpasso, ma si trova la strada sbarrata dal motocarro, che proprio da quella parte sta svoltando, per tornare a casa. L’impatto è forte e le conseguenze sono devastanti per il motociclista, che finisce fuori strada con il mezzo, dopo un disperato tentativo di frenata. L’Ape viene colpita sulla fiancata sinistra e si corica dalla stessa parte. Nel contraccolpo il conducente rimedia una ferita alla fronte e al volto. Niente di grave, in confronto a Cason.
Non ci sono testimoni che possano dare la loro versione sull’accaduto. Poco dopo, percorrendo la strada nella stessa direzione, arriva un camioncino con a bordo una persona, che chiama il 118, mobilitando i soccorsi. Escono alcuni vicini e aiutano Pagno a uscire dall’Ape. Cammina sulle sue gambe e, malgrado una ferita alla testa, si capisce che le sue condizioni non sono preoccupanti. Ad allarmare e seriamente è, invece, Cason, che si ritrova riverso sull’erba e non dà alcun segno di vita. I sanitari cercheranno di rianimarlo, ma senza risultati. Quarantacinque minuti dopo l’incidente il medico legale dichiarerà il decesso del motociclista.
C’era già stata un’udienza preliminare, nella quale il giudice Montalto aveva accordato un breve rinvio, per permettere alle assicurazioni di concordare un risarcimento danni e a quella dell’Ape di pagare.
In un secondo momento Tandura ha chiesto e ottenuto l’applicazione pena al pubblico ministero Marcon, quantificandola in dieci mesi e venti giorni. Esattamente quella che ha sentenziato Montalto.
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