Schianto in riva al lago resta grave il motociclista

FARRA D’ALPAGO. Resta ricoverato in prognosi riservata nel reparto di rianimazione dell’ospedale Ca’ Foncello di Treviso il 36enne Giovanni Maren, il motociclista di Villorba rimasto gravemente ferito nell’incidente di sabato pomeriggio a Farra d’Alpago, in riva al lago di Santa Croce.
Operaio alla Fuser Serramenti di Lovadina (Spresiano), una grande passione per le due ruote, Maren ha riportato un serio politrauma nello schianto avvenuto all’uscita da una doppia curva sull’Alemagna.
Una dinamica apparsa da subito senza troppe ombre: il motociclista, in sella alla sua Yamaha R6, era in coda a un gruppo di centauri che stava procedendo in direzione Fadalto quando ha perso il punto di corda della curva: a quel punto per lui non c’è stato più nulla da fare, con la moto che una volta finita sull’asfalto ha invaso la corsia di marcia opposta e, una volta toccato l’asfalto, è schizzata come un proiettile verso il guard rail, che non è riuscito a fermarne la corsa. Passata sotto le protezioni metalliche posizionate a bordo strada, la motocicletta è letteralmente volata nella scarpata: un salto di almeno una ventina di metri, seminando pezzi di carrozzeria tra alberi e arbusti, prima di finire nelle acque del sottostante lago di Santa Croce. Giovanni Maren è stato invece sbalzato sull’asfalto, sbattendo violentemente e ripetutamente contro il ciglio della strada prima di fermarsi contro il guard rail. A dare l’allarme erano stati gli amici che lo precedevano di qualche metro. Sul posto il personale del 118 che, considerando le condizioni apparse subito gravi dell’uomo, ha richiesto il trasporto d’urgenza in eliambulanza all’ospedale di Treviso.
Non la prima disavventura per il 36enne di Villorba: in passato il centauro era già rimasto coinvolto in un brutto incidente stradale. Un ricordo ancora fresco per i familiari: nell’abitazione di via Postioma, a Catena di Villorba, si stanno vivendo ore di angoscia per le sorti di Giovanni. «Mio figlio», spiega la madre in lacrime, «è ricoverato in rianimazione. Lo hanno sedato e preghiamo tutti che le cose vadano per il meglio. Già un paio d’anni fa era rimasto coinvolto in un incidente stradale, proprio qui, davanti a casa. Purtroppo la passione per la motocicletta l’ha portato a risalire in sella alla sua Yamaha 600. Spero si decida ad abbandonare questa sua passione».
Sulla dinamica dell’incidente indagano i carabinieri, che hanno raccolto varie testimonianze per ricostruire l’accaduto. Non si esclude nulla, nemmeno che a causare la caduta sia stata l’eccessiva velocità.
È andato avanti per l’intera mattinata di ieri, invece, il complesso recupero della motocicletta da parte dei vigili del fuoco. Dopo aver raggiunto in barca la sponda del lago dove si era inabissata la motocicletta (rinvenuta a una profondità di circa quattro metri), i sommozzatori dei pompieri hanno tentato un primo recupero, dovendo però desistere. Inevitabile, a quel punto, l’arrivo dell’autogru dal Comando di Belluno che, una volta posizionata sul ciglio della strada, ha atteso che i sommozzatori assicurassero ai cavi di sicurezza la Yamaha. Solo a quel punto si è riusciti a far riemergere dalle acque del lago la motocicletta (o meglio quel che ne resta), che è stata issata fino alla sede stradale.
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