Scattano aumenti anche per l’acqua Gsp: fondi necessari per gli investimenti

BELLUNO. Le bollette dell’acqua nel 2022 saranno più salate per i cittadini e le attività bellunesi: circa trenta euro in più per ogni famiglia media, composta da tre persone. «Erano aumenti programmati, perché deliberati dall’assemblea dei sindaci nel 2020», spiega il presidente del CdA di Bim Gsp, Attilio Sommavilla. «E sono risorse necessarie alla società per fare gli investimenti sugli acquedotti, le fognature, i depuratori».
L’aumento delle bollette sarebbe stato più consistente se un gruppo di sindaci, verso la fine del 2021, non avesse chiesto esplicitamente alla società di fare fronte alle sue necessità in altro modo. Bisognava trovare 800 mila euro, che Gsp è riuscita a coprire grazie alla vendita di Ascotrade.
Ma si è ingenerato un equivoco, che ha portato qualcuno a dichiarare che non ci sarebbe stato alcun aumento di tariffa nel 2022 (e anche nel 2023): non sarà così, perché la decisione era stata presa dagli stessi sindaci nel 2020.
FAMIGLIE
Entrando nel merito, nel domestico residenti la quota fissa, che comprende acqua, depurazione e fognatura, passerà da 30,447 euro all’anno per utenza a 34,051 euro a utenza, con un aumento di oltre tre euro e mezzo. A questo va aggiunto il rincaro di tutte le tariffe: la quota agevolata passerà da 0,426 euro/metro cubo a 0,482; la base da 0,831 a 0,930; la prima eccedenza da 1,101 a 1,227; la seconda eccedenza da 1,617 a 1,798.
La tariffa della fognatura passerà da 0,393 a 0,446 euro, quella per la depurazione da 0,718 a 0,805. Complessivamente, per una famiglia di tre persone che consuma 150 metri cubi di acqua all’anno, si parla di un aumento di circa trenta euro all’anno.
Più consistenti i rincari per le utenze domestiche non residenti, che vedranno la quota fissa aumentare di 11 euro e mezzo (aumenteranno anche tutte le quote - agevolata, base, eccedenza).
AZIENDE E NEGOZI
Passando alle attività produttive, bar, ristoranti, ortofrutta, pescherie, panifici e gastronomie subiranno un aumento della quota fissa da 48,199 euro/anno a 53,904 euro/anno; la tariffa base (0-200 mc) passerà da 0,977 euro/mc a 1,091; la prima eccedenza (200-250 mc) da 1,101 a 1,227; la seconda eccedenza (250-300) da 1,617 euro/mc a 1,798; la terza (più di 300 mc/anno) da 1,819 a 2,023.
Identici gli aumenti per gli alberghi senza piscina, quelli che ce l’hanno vedranno la quota fissa aumentare di più (da 96,397 euro/anno a 107,803 euro/anno).
Parrucchieri, estetiste, palestre e lavanderie vedranno aumentare la quota fissa di quasi sei euro all’anno, la tariffa base passerà da 0,977 a 1,227 euro/mc; la prima eccedenza da 1,101 a 1,798; la seconda da 1,617 a 2,023; la terza da 1,819 a 2,147.
Non sfuggiranno ai rincari piscine e stadi dl ghiaccio, che sono già alle prese con i pesanti aumenti dell’energia elettrica e del gas. La quota fissa rispettivamente +8 euro e +4 euro, rincari contenuti per tutte le fasce tariffarie.
LA SOCIETA’
«A giugno 2020 siamo stati incaricati dai sindaci di cambiare la strategia della società», premette Attilio Sommavilla. «Gsp veniva da anni in cui ha dovuto sanare la sua situazione debitoria, ma ha dovuto sacrificare gli investimenti». Lavori che però sono necessari, e che riguardano tutta la rete: bisogna risolvere le perdite, sistemare gli acquedotti, investire sulle fognature, i depuratori.
«Nel 2020 e 2021, gli anni della pandemia, gli aumenti tariffari sono stati congelati, ora sono necessari perché le risorse servono per gli investimenti che abbiamo in programma», continua Sommavilla. «Il piano prevede 220 milioni di opere in dodici anni. Interventi fondamentali: dobbiamo sistemare il nostro sistema acquedottistico o fra una decina di anni ne rischiamo il collasso».
Gsp ha già chiesto ai sindaci di contribuire a questo piano trovando contributi aggiuntivi, in modo che gli investimenti non pesino solo sulla tariffa. «In ogni caso, gli aumenti sono in linea con il resto del Veneto, anzi la nostra tariffa in alcuni casi è anche più bassa di altre realtà», conclude il presidente del CdA della società. «Chiediamo un sacrificio alle famiglie e alle imprese e ne siamo consapevoli, ma questi soldi sono fondamentali per fare tutti quei lavori che sono necessari sulla rete». —
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