Saldi flop e un autunno al cardiopalma

Zampieri (Federmoda): «Stagione sotto tono. Adesso i commercianti stanno ordinando il 30-40% in meno di merce»
Di Alessia Forzin

BELLUNO. In tempi di crisi come quelli che gli italiani stanno vivendo, comprarsi un vestito nuovo, anche in saldo, diventa un lusso che pochi possono permettersi. Così la stagione degli sconti estivi, sulla quale puntavano molti commercianti per dare una boccata di ossigeno alle attività, è stata un flop. E le prospettive per l’autunno non sono delle più rosee, tanto che i negozianti stanno ordinando quantitativi di merce inferiori del 30, anche del 40 per cento rispetto al passato.

«Rispetto agli anni scorsi questa stagione di saldi è stata quanto meno sotto tono», conferma il presidente di Federmoda Vittorio Zampieri. «Del resto la gente non ha soldi, e la moda diventa un bene superfluo». Non inganni, però, il fatto che su numerose vetrine siano comparsi adesivi che promettono merce estiva a cinque e dieci euro: «Siamo a fine stagione, e tutti tendono ad eliminare la merce rimasta, che molto spesso è male assortita», spiega Zampieri. «Restano magari solo le taglie piccole, o solo quelle grandi, e prima che arrivino gli stockisti i commercianti preferiscono cercare di svuotare i negozi».

Gli unici settori che hanno retto l’impatto della crisi sono quelli di intimo e di articoli sportivi, che «hanno lavorato piuttosto bene». L’intimo forte di prezzi bassi che hanno invogliato a fare acquisti, il settore sport favorito soprattutto dal meteo, che ha regalato un’estate calda e mite e ha stimolato più di qualcuno a dotarsi dell’attrezzatura necessaria per qualche escursione in montagna, o per rimettersi in forma praticando il proprio sport preferito. «Va anche considerato che questo genere di merce non era in saldo», sottolinea Zampieri. «Eppure le vendite sono andate nettamente meglio dell’anno scorso, soprattutto per quanto riguarda il materiale tecnico».

Nonostante il caldo continui a stringere in una morsa anche la provincia di Belluno, nelle vetrine sono già iniziati a comparire maglioni e cappotti, che fanno sudare solo a guardarli. Il mondo del commercio va avanti, ma le prospettive sono inquietanti: «Sarà sempre peggio», ammette Zampieri. «Prevediamo un ulteriore calo degli acquisti, e infatti i negozianti si stanno tutelando, ordinando meno merce del passato, anche il 30-40% in meno». Del resto è una forma di paracadute per evitare di riempire i magazzini di vestiti e scarpe che rischiano di rimanere invenduti.

«Se non cambierà la situazione dell’euro potrebbero verificarsi sue scenari», conclude Zampieri, che ha il polso della situazione essendo anche presidente di Unionfidi. «Il fallimento dell’euro, lo scenario più grave e drammatico, o l’ipotesi che le banche chiedano il rientro immediato dei fidi. In questo caso solo chi avrà dei fondi da parte potrà rimanere in piedi, per gli altri potrebbe essere molto difficile».

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