Safilo, partiranno in duecento per protestare a Padova

LONGARONE. Partiranno in 200 dallo stabilimento longaronese della Safilo per andare a protestare lunedì a Padova assieme ai colleghi delle altre fabbriche di Santa Maria di Sala e del Friuli in concomitanza col primo degli incontri previsti tra i sindacati e i vertici del gruppo dell’occhialeria. Mentre il resto dei lavoratori rimarrà a Longarone al presidio locale.
Dopo lo sconforto iniziale seguita alla notizia del taglio di 1000 posti lanciata venerdì scorso e alla assemblee di lunedì, i 1164 dipendenti di Safilo hanno reagito e ora l’intenzione è quella di non arrendersi e di far sentire la propria voce, forte e chiara a chi dovrà poi decidere del loro futuro.
Un’adesione così massiccia allo sciopero di quattro ore è stata piacevolmente inaspettata anche per gli stessi segretari provinciali di categoria. «A Padova andranno 200 lavoratori della Safilo di Longarone vale a dire che riempiremo 5 corriere, che si vanno ad aggiungere alle altre 5 da Santa Maria di Sala (Ve) e a quella dal Friuli», sottolinea Giuseppe Colferai della Filctem Cgil di Belluno.
Le adesioni sono state raccolte ieri nel corso delle sei assemblee sindacali svoltesi nei tre stabilimenti. «La risposta è stata molto positiva da parte dei nostri lavoratori segno che il clima è cambiato: siamo passati dall’incredulità di lunedì all’arrabbiatura forte nei confronti di quello che sta succedendo a cui segue il desiderio di cambiare le cose», continua Colferai che precisa: «Un bel gruppo di dipendenti del primo turno che inizieranno lo sciopero alle 10 manifesteranno fino alle 12.30 a Longarone, quando partiranno le corriere. A salire sui pullman saranno anche gran parte degli operai del secondo turno che entrano in servizio alle 18. Per cui le corriere dovranno essere di ritorno da Padova per le 18 per permettere ai turnisti di entrare in orario al lavoro. Per i dipendenti a giornata il lavoro finirà alle 12. Mentre 200 partiranno, moltissimi altri resteranno a presidiare lo stabilimento di Longarone dalle 10 fino alle 18», precisa anche Paolo Da Lan segretario Uilm. «Vogliamo far capire a chi comanda che non intendiamo discutere di questo taglio, ma che serve iniziare a ragionare sul nuovo piano industriale di Safilo, che mi auguro ci sia e che, dalla fine dell’anno scorso, i vertici del gruppo ci abbiano pensato. Altrimenti diventa chiaro a tutti che si approfitta dell’addio del marchio Armani per spostare da altre parti l’intera produzione», conclude Colferai.
E su questo punto lancia l’allarme anche la Femca Cisl e la Cisl di Belluno. «Andremo a chiedere che lo stabilimento di Longarone mantenga al proprio interno e con volumi importanti tutte le fasi del ciclo produttivo a garanzia della qualità del prodotto e della sostenibilità dello stabilimento pensato per oltre 1000 dipendenti con diverse specializzazioni».
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