Rubati jeans e maglia cinque i ragazzi incastrati dai video

I due maggiorenni sono a processo per furto aggravato Mentre dei tre minorenni si occupa il tribunale di Venezia
Di Gigi Sosso

PONTE NELLE ALPI. Per un jeans e una maglietta. In cinque sono accusati di furto aggravato, ma di tre minorenni si sta occupando l’apposito tribunale di Venezia. Due gli imputati che devono sedersi davanti al giudice Coniglio e al pubblico ministero Rossi: l’albanese Jani Mecani e il senegalese Khadime Cheikhoukl Tourè, difesi dagli avvocati Giorgio Gasperin e De Michiel. L’aggravante sta nel fatto che quei pantaloni e quella maglia erano esposti alla pubblica fede: sono spariti dallo scaffale del negozio Jeanseria di viale Dolomiti, ma non hanno fatto tanta strada: poco oltre la stazione ferroviaria, giusto dall’altra parte della strada.

Nell’udienza di ieri mattina, sono stati ascoltati il carabiniere della stazione di Ponte nelle Alpi, che ha svolto le indagini e la persona che gestisce il punto vendita, che è rappresentata da Emiliano Casagrande, ma non si è costituita parte civile. In quel giorno d’estate di cinque anni fa, si è vista entrare in bottega cinque ragazzi. C’è chi si è preoccupato di distrarla in qualche maniera, chi ha provato i capi di abbigliamento e chi li ha portati via, senza passare per la cassa. Quando al momento di fare un piccolo inventario si è accorta che mancava qualcosa, ha chiamato il 112; è così arrivata la pattuglia dei carabinieri per i primi rilievi. I presunti ladri si erano già diretti verso i binari di Polpet, dove avevano un appuntamento con un treno diretto a Conegliano.

I militari hanno trovato a terra i talloncini che erano attaccati ai due indumenti, segno che i ladri erano passati per di là e avevano tentato di ripulire la merce per non provocare sospetti.

In un secondo momento è bastato acquisire le immagini della videosorveglianza comunale e confrontarle con le descrizioni fatte dalla donna, che deve aver ricostruito quello che le era capitato. Un certo numero di telecamere è puntato sul viale, che da una parte conduce al bivio e dall’altra a Belluno e i fotogrammi sarebbero abbastanza chiari.

Il giudice Coniglio ha rinviato al 13 maggio per completare la fase istruttoria e per la discussione, con le richieste di accusa e difesa. A seguire, la sentenza di primo grado.

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