Rivoluzione informatica solo a metà

FELTRE. L’ospedale di Feltre potenzia il parco tecnologico con l’acquisto della radiologia digitale, deliberato per oltre seicentomila euro. Ma i medici curanti non hanno la possibilità di far ricadere i benefici della nuova tecnologia sui loro pazienti.
Colpa della Regione che ha tagliato gli incentivi (circa duecento euro al mese) per gli aggiornamenti informatici di ogni singolo ambulatorio. Ma lo stesso fascicolo sanitario elettronico, quello che dovrebbe conservare in formato digitale vita morte e miracoli di ogni assistito, è fermo al codice fiscale individuale. E non è ancora stato riempito di alcun contenuto informatico.
«I pazienti continuano a venire da noi con il plico di esami, lettere di dimissioni, radiografie che ogni tanto dimenticano a casa», spiega il presidente dell’ordine dei medici di Belluno, Umberto Rossa. «E noi, oltre a dover pagare di tasca nostra consulenze informatiche se il computer ci va in tilt, l’acquisto di programmi per aggiornare i nostri dati e tutto quello che ci viene richiesto, siamo ancora costretti a trascrivere le informazioni dei nostri pazienti, quando vengono a visita. E sono informazioni che leggiamo solo dai referti che ci portano, dato che non siamo ancora in rete nonostante i cablaggi e tutto quello che è stato fatto per inaugurare l’èra informatica anche in campo sanitario. In questo c’è una profonda contraddizione fra la tendenza alla dematerializzazione del cartaceo e l’impossibilità, per i medici del territorio, di lavorare altrimenti».
«Per noi sarebbe importante essere in rete e vedere in tempo reale, come avviene fra reparti ospedalieri, gli aggiornamenti clinici dei nostri pazienti», dice Rossa. «Ci auguriamo che si possa inaugurare davvero l’era informatizzata in campo sanitario e si dia finalmente corso al progetto di messa in rete fra ospedale e territorio».
Anche perché la radiologiadel Santa Maria del Prato ormai è al top. La Tac è fra le più performanti del Veneto, si sta provvedendo all’acquisto della nuova risonanza e la ditta che si è aggiudicata l’appalto per la radiologia digitale (circa seicentomila euro con il contributo della Fondazione Cariverona), la Siemens Healthcare di Milano, monterà a breve l’apparecchiatura. Poi bisognerà mettere in conto anche la formazione del personale.
Il sistema permette di non trasferire il paziente tra un esame e l’altro evitandogli sforzi e movimenti dolorosi, radiografare ogni parte del corpo in condizioni di peso naturale, eseguire un’ampia tipologia di esami con la stessa apparecchiatura e in diverse discipline da gastroenterologia a pediatria.
Il nuovo sistema consentirà di eseguire tutte le procedure diagnostiche ed interventistiche e di non sottoporre i pazienti a superflue ripetizioni di esami radiologi o a trasferimenti in altre strutture per alcuni tipi di approfondimenti o procedure con diversa tecnologia.
Laura Milano
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