Resta forte il no della gente alle cave
Alano di Piave. Quasi 300 persone alla marcia del comitato Col del Roro Di Natale: «Dopo 4 anni è l'ora delle scelte definitive per Schievenin»

La marcia anti cave di ieri
ALANO DI PIAVE.
Dopo quattro anni il comitato Col del Roro vuole fare quel passo avanti che chiuda definitivamente la possibilità di sfruttamento minerario della valle di Schievenin. Quell'emendamento del consiglio regionale che ha bloccato i due progetti, ha scongiurato il pericolo immediato ma non ha mai posto la parola fine al pericolo miniere. Così, anche ieri, quasi 300 persone hanno sfilato su invito del comitato Col del Roro. Un modo per fare sentire che l'attenzione della gente non è scemata e che adesso è arrivato il momento di adottare quei provvedimenti amministrativi che mettano per sempre al riparo la valle. Presente anche la neosindaco di Alano di Piave, Serenella Bogana, che durante la campagna elettorale aveva firmato il protocollo a difesa del territorio assieme agli altri candidati sindaci. Con lei il consigliere regionale Sergio Reolon, Michele Boato dell'Ecoistituto veneto e Toio De Savorgnani di Mountain Wilderness. Soddisfatto il coordinatore Paolo Di Natale: «La marcia è stata un successo. Stavolta abbiamo modificato il percorso raggiungendo il Col del Roro e Forcella San Daniele, poi il rientro per ponte della Stua e Uson per raggiungere Campo. Speriamo che la politica faccia un passo definitivo e che la marcia diventi presto commemorativa di un pericolo scampato». (r.c.)
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