Raduno della Cadore il 3 e 4 giugno 2017 Belluno si prepara

BELLUNO. Il 3 e 4 giugno dell'anno prossimo, a meno di un mese dall'adunata nazionale del Piave a Treviso, si terrà a Belluno il raduno della Cadore.
Arriveranno almeno 30 mila penne nere e tra loro anche Sergio Chiamparino, presidente del Cadore. «Ho un bellissimo ricordo di quella naja» ha confidato ieri a Luca Zaia, presidente del Veneto.
I due governatori hanno assistito insieme alla sfilata dal palco. «Qual è il vino degli alpini?» è stato chiesto ai due. «Naturalmente il Prosecco» ha risposto Zaia.
«No, bevono naturalmente il Barbera ed il Barolo« ha corretto Chiamparino. Zaia ad Asti ha ribadito ancora una volta che proprio il Veneto è la terra, è il popolo dell'alpinità e sotto questo segno si terrà l'adunata nazionale del prossimo anno a Treviso.
Per quel raduno ci sono già le prenotazioni e si sa di alberghi “requisiti” fino a Belluno. L'on. Roger De Menech, mentre sfilava accanto a Roberto Padrin, sindaco di Longarone, che però portava la fascia da rappresentante della Provincia di Belluno, s'è concesso un "rompete le righe" del tutto personale: è andato a salutare Chiamparino e Zaia. Imperterrito, invece, l'assessore Bottacin ha proseguito la marcia. «Io sono alpino e certe concessioni non posso concedermele. Ho salutato da alpino».
Sul palco delle autorità Bottacin ha incrociato una collega, Elena Donazzan, che da quando è in Regione non manca ad un raduno. Al centro del dibattito di ieri, soprattutto sulle tribune, ancora una volta il servizio civile, con il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Claudio Graziano, che ha fatto intendere come non sarà facile attivarlo. Anche perché nelle missioni all'estero ci devono andare i professionisti. Che, si badi, sono 11 mila oggi, mentre le domande di arruolamento ammontano ogni anno ad 80 mila.
«La leva civile potrebbe essere molto utile alla protezione civile, ma - sottolinea amaramente Bottacin - temo che ancora una volta dovremmo attendere a lungo, perché il processo in atto, su ogni piano, è quello della centralizzazione dei poteri e dei servizi».
Più ottimista l'on. De Menech. «Ho buone ragioni di ritenere che con la riforma del Terzo settore - anticipa - si potrà arrivare a qualche forma di leva civile per i giovani, anche fra gli alpini».
Ed è quanto il presidente nazionale dell'Ana, il trevigiano Sebastiano Favero, ha raccomandato ieri al ministro della Difesa, Roberta Pinotti.
Nel tardo pomeriggio, c’è stato il passaggio di consegne, tra Asti e Treviso, dove il prossimo anno sarà organizzata la 90esima edizione dell’adunata nazionale. Una adunata che sicuramente coinvolgerà in modo diretto anche le penne nere bellunesi. E De Mench ha affiancato Manildo, sindaco di Treviso, nel momento del passaggio di consegne. (fdm)
Riproduzione riservata © Corriere delle Alpi








