Raddoppiano i giovani in cura al Sert

Sempre più diffuso l'uso di eroina e cocaina insieme. De Sandre: «Serve più personale». Sono quaranta ogni anno i ragazzi che finiscono nelle comunità terapeutiche della provincia gestite da enti privati
BELLUNO. Raddoppiano gli utenti del Sert di Belluno soprattutto per problemi di droga. Dal 2005 al 2006 sono passati da 116 a 210. Diminuisce anche l’età media di approccio alla droga che interessa sempre di più ragazzi, o meglio ragazzini, minorenni intorno ai 16 anni. Ma il dato nuovo, anzi nuovissimo non è tanto il consumo di eroina, che c’è sempre stato anche se negli ultimi anni se n’è parlato di meno, ma la cosiddetta politossicodipendenza, cioè l’uso associato di eroina e cocaina, due sostanze con effetti totalmente diversi, anzi opposti perchè la prima è un depressivo e la seconda un eccitante. Un fenomeno che richiede maggiori tempi di cura ma anche più risorse umane nella gestione del tossicodipendente. Un mix quello di eroina e cocaina insieme, che crea problemi anche a livello psicologico, tanto che le persone che giungono al Sert denotano «criticità comportamentali accentuate». Il quadro che emerge soltanto nel distretto di Belluno è preoccupante, se al fenomeno droga si aggiunge quello dell’alcolismo e della dipendenza da gioco. Il primo, cioè la dipendenza da alcol, è molto diffuso nel territorio e sta assumendo connotati allarmanti. Il secondo, invece, è in costante aumento ma più difficile da definire. Per tutto questo diventa, quindi, necessaria non soltanto la prevenzione primaria, ma anche i controlli delle forze dell’ordine, come sottolinea il medico responsabile del Sert dell’Usl n. 1, Alfio De Sandre.


Dottor De Sandre, dopo i recenti fatti di cronaca, che interessano il nostro territorio, si può dire che c’è un ritorno alla tossicodipendenza?

«Il fenomeno non è mai nè diminuito nè cresciuto in generale, ma solo se ne è parlato meno a livello di mass media a favore di altre sostanze che sono entrate nel mercato soltanto qualche anno fa, come l’ecstasy e le anfetamine. L’uso di droghe c’è sempre stato, ma quello che è cambiato in questi anni è la “potenza” delle sostanze. Infatti una certa quantità di cannabinoidi, una ventina di anni fa, aveva un effetto, adesso la stessa quantità ha un effetto molto più grande. Questo significa che la sostanza è diventata più forte».


Allora, niente di nuovo sotto il sole?

«No. Negli ultimi due anni vi è visto un aumento forte dell’utenza ai Sert, ma soprattutto in quello di Belluno dove i pazienti in carico sono quasi raddoppiati passando da 116 nel 2005 a 210 nel 2006. Per contro è diminuita l’età media in cui inizia il consumo di stupefacenti che ad oggi arriva ai 16, massimo 17 anni. C’è, inoltre, una novità che va a complicare però il quadro dell’utente in carico, ed è la politossicodipendenza cioè l’uso combinato di eroina e cocaina insieme. Partendo dal dato che il consumo di cocaina è aumentato tantissimo negli ultimi tempi, questo ne ha favorito il consumo assieme all’eroina. Sostanze, però, con effetti opposti: la prima è un depressivo del sistema centrale nervoso cioè dà senso di tranquillità, serenità, mentre l’altro è un eccitante».


Questo cosa significa?

«Significa che arriva al Sert una tipologia di persone con criticità comportamentali accentuate, derivanti da un pregresso disagio sociale ma che il mix eroina-cocaina facilita ad estrinsecarsi. Questo porta ad un aumento del lavoro per gli operatori, a un percorso più lungo di cura, per cui abbiamo bisogno di maggiori risorse umane e quindi anche economiche, cosa che abbiamo già fatto presente all’Usl n.1».


E per quanto riguarda i casi più gravi, qual è il trattamento?

«I casi più gravi vengono avviati nelle comunità terapeutiche, le tre esistenti nel territorio: il Ceis, Landris, e Le Baite di Feltre. Ogni anno vengono avviati a questo percorso circa 40 persone, un dato elevato, anche questo, che però denota che ci sia una forte collaborazione tra le istituzioni pubbliche e quelle del privato sociale che ci permettono di intervenire adeguatamente anche su questi soggetti».


Importante diventa quindi la prevenzione e l’informazione che il Sert svolge ormai da anni nelle scuole e tra le associazioni.

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