Quero e Vas, fusione nel 2012

I due Comuni hanno raggiunto l’accordo, sarà indetto un referendum popolare
Il sindaco Sante Curto
Il sindaco Sante Curto

di Ivan Dal Toè

BASSO FELTRINO

Fusione sempre più vicina fra i comuni di Quero e Vas. Nel 2000, con una scelta lungimirante, furono fra i primi comuni in Italia a costituire un’unione dei servizi dando luogo a Sette Ville. Ed ora che il vento del legislatore soffia in direzione di un incerto quanto radicale riassetto degli enti locali le due amministrazioni scelgono di giocare nuovamente d’anticipo puntando dritti alla fusione. Nelle scorse settimane l’argomento è entrato nell’agenda dei sindaci di Quero Sante Curto e di Vas Andrea Biasiotto che raggiunto l’accordo con le rispettive maggioranze si stanno confrontando in questi giorni con i gruppi di minoranza, anch’essi tendenzialmente favorevoli all’ipotesi. Il possibile “grande passo”, la cui parola finale spetterà in ogni caso ai cittadini e in ultima istanza alla Regione, è però condizionato dal caos legislativo che al momento non rende possibile capire quale sorte spetterà agli enti di secondo grado quali le unioni dei comuni e le comunità montane.

Al decreto governativo dello scorso agosto, che impone ai comuni con meno di cinquemila abitanti di accorpare le funzioni ed attuare una cura dimagrante a scranni e i trasferimenti, si unisce una legge regionale, attualmente ferma in commissione, che dovrebbe ridisegnare l’assetto delle competenze locali. «Teoricamente», spiega Biasiotto, «la comunità montana diventerebbe unione di comuni e Sette Ville dovrebbe sciogliersi per aggregarvisi. Allo stesso tempo il comune di Vas, inferiore a mille abitanti, si ritroverà dal prossimo mandato ad avere un sindaco senza funzioni dirette e giunta. Di fatto non conteremo più nulla. Per questo stiamo facendo degli incontri preliminari per valutare seriamente l’ipotesi di fusione».

«Quale sarà il destino dell’Unione non è ancora chiaro», spiega Curto. La legge indicherebbe che Sette Ville dovrebbe sciogliersi. D’altro canto recentemente l’assessore regionale Roberto Ciambetti ci ha rassicurato sulla permanenza dell’attuale status quo. In ogni caso la nostra volontà», commenta il sindaco che lunedì discuterà della cosa con il gruppo di minoranza, «è chiara. Dopo dodici anni di unione e l’avvenuto accorpamento dei servizi ritengo che siamo ormai pronti alla fusione. Poi, ma la partita è tutta da valutare,potremo unificare i servizi con Alano, mantenendo dunque una certa omogeneità territoriale».

Con la fusione, nell’orizzonte dell’inevitabile razionalizzazione dei servizi, in palio ci sono dunque la sopravvivenza del presidio politico territoriale e la possibilità di godere di incentivi quanto mai allettanti, considerato il progressivo assottigliarsi dei bilanci. «Come avvenuto per incentivare la costituzione delle unione comunali», osserva Biasiotto, «la regione premia con trasferimenti aggiuntivi chi opta per la fusione».

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