Pullir, pronto il progetto per salvare una colonìa

CESIOMAGGIORE. C’è un progetto già pronto da portare al tavolo dell’Odi per l’acquisto e la ristrutturazione di una delle colonìe di Pullir, quella che ospita in comodato il comitato Per Pullir nel Terzo Millennio. E che, fra tutte quelle in vendita, costa meno. La stima è di novantamila euro cui però si devono aggiungere i costi di ristrutturazione.
«È l’eredità che lascio a chi mi succederà nel paese che ho governato per cinque anni», spiega il sindaco uscente di Cesiomaggiore (nonché candidato per lo scranno di Feltre), Michele Balen, «partendo dal presupposto che la frazione abbia diritto non solo a una sorta di risarcimento, ma anche a una valorizzazione potendo disporre di persone sensibili e colonìe, già dismesse o in odore di dismissione, che potrebbero essere riconvertite a fini sociali. Per questo ho incaricato un progettista per la riqualificazione dell’attuale sede del comitato. Siamo a livello di ideazione organica per sistemare questa frazione. Ma ho già parlato con i dirigenti dell’ex Usl perché si sostenga anche da questa parte istituzionale, oltre che dal Comune di Cesiomaggiore, l’ipotesi di creare qualcosa nella frazione, come un centro di aggregazione per anziani soli o in stato di disagio o di bisogno. In questo, non si farebbe altro che assecondare la vocazione di un paese, da sempre proteso all’integrazione e alla solidarietà, al quale a nostro avviso va riconosciuto anche un ristoro».
Qualche tempo fa Balen aveva proposto l’utilizzo di una delle strutture di Pullir, la comunità alloggio, bella finita e chiusa per le economie di scala, che potrebbe riaprirsi con fini turistici, culturali e sociali.
Poco prima della fine del mandato ha fatto redigere un progettino con il sostegno del comitato Per Pullir nel Terzo Millennio che avrebbe bisogno di mantenere la propria sede e possibilmente di adeguarla anche ad altri fini sociali.
Il sindaco, con una delegazione del comitato, aveva suggerito prima al direttore sociale dell’ex Usl Massimo Fusello e poi a Mario Modolo, di utilizzare edifici ormai dismessi nella frazione per valorizzare il paese e la sensibilità del paese e dei paesani per gli aspetti della salute mentale. «Ci sono e ci saranno sempre più spazi vuoti da valorizzare a Pullir», ripete Balen. Tutte le colonìe, ad eccezione delle due comunità estensive accreditate per quaranta pazienti, sono in vendita ormai da anni. Compresa la sede del comitato che si vorrebbe comprare con parte dei fondi Odi.
Laura Milano
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