Pronta per Sant’Ambrogio la seggiovia Pont de Vuaz

LIVINALLONGO. Arabba “cala” un tris di novità in vista della stagione invernale: una seggiovia al Pordoi, il rifugio al Burz e la pista Rutort al Passo Campolongo. Investimenti di parecchi milioni di euro per migliorare i collegamenti sciistici e la ricettività nel comprensorio all’ombra del Boè.
Basta sci in spalla. Con la nuova seggiovia sei posti voluta dalla Pordoi Spa e costruita dalla ditta Leitner di Vipiteno, gli sciatori che scendono dal passo Pordoi potranno farsi trasportare, sorvolando la regionale 48, circa un chilometro più in là fino alla località La Viza, per poi proseguire verso Arabba. Qualche anno fa era stata ventilata l’ipotesi di costruire un sottopasso per risolvere il problema, ma poi la soluzione è stata scartata dalla Pordoi Spa, la società che gestisce gli impianti sul lato fodom dell’omonimo passo. «Troppo impatto ambientale. E poi si sarebbe dovuto spostare sia la sede stradale che il corso del Cordevole. Cosa che difficilmente ci avrebbero concesso», spiegano dalla società, «perché lì il vincolo idraulico non permette deroghe». Così si è optato per la soluzione seggioviaria, anche non senza qualche problema. La società Sofma, che gestisce gli impianti del Portavescovo, aveva infatti fortemente contestato il progetto in quanto, a loro dire, la nuova seggiovia andrebbe a “riversare” gran parte degli utenti sulla pista Salere, gestita dalla stessa Sofma.
«Il progetto approvato relativo al nostro impianto», chiariscono i vertici della Pordoi, «si integra in un sistema di piste già esistenti. Per proseguire verso Arabba lo sciatore avrà due possibilità: o scendere per la Salere, ed evitare così il tratto in piano a metà, dove di doveva “spingere”, oppure per la pista Alpenrose, che riporta a Pont de Vauz, ma dall’altra parte della strada. Certo, così in effetti si allunga un po il tragitto, ma si ha il vantaggio di non doversi più togliere gli sci».
Non ci sarà il pericolo che l’Alpenrose si intasi, visto che di là scendono anche quanti percorrono la Sellaronda in senso orario? «No, perché i due flussi avrano il loro picco a orari differenti: la mattina chi arriva dalla Val di Fassa ed al pomeriggio chi arriva da Arabba. Poi bisognerà vedere quale pista sceglieranno gli sciatori. Comunque pensiamo che il nuovo impianto farà apprezzare ancora di più il comprensorio di Portavescovo, perché ne accelera l’accesso».
I collaudi della nuova seggiovia, che sarà testata per una portata di 3000 persone ora anche se in servizio funzionerà a 2400, sono previsti per la fine di novembre. Giusto in tempo per aprire per il ponte di Sant’Ambrogio.
Il nuovo rifugio Burz. Con un investimento di 2,5 milioni di euro, la società Sit Boè amplierà invece la qualità ricettiva delle sue piste con l’apertura del nuovo Rifugio Burz. La struttura si trova all’arrivo dell’omonima seggiovia che parte dal centro di Arabba. Andrà a sostituire il vecchio rifugio Settimo Alpini costruito ancora alla fine degli anni Cinquanta e rimasto aperto fino al 1973. Nel 1987 fu acquistato dalla Sit Boé che l’ha tenuto aperto fino all’anno scorso. Ora, ampliato in uno stile che coniuga moderno e tradizione secondo il progetto dell’architetto Kostner, diventerà un punto di ristoro di qualità, aperto anche l’estate - come spiega Diego De Battista, della Sit Boè. «Abbiamo pensato a qualcosa aldilà del solito self – service. Ed il prossimo anno lo apriremo anche d’estate insieme alla seggiovia».
Al Campolongo, sempre la Sit Boè riserverà la nuova pista Rutort, appena costruita, agli amanti dell’old styl. Ovvero a quanto amano sciare su un tracciato battuto dal passaggio degli stessi sciatori. Com’era un tempo.
Lorenzo Soratroi
Riproduzione riservata © Corriere delle Alpi








