Progetto ospitalità diffusa via al bando per i contributi

Quattrocentomila euro ai cittadini che vogliono ristrutturare la loro casa ma per dieci anni dovranno partecipare attivamente all’iniziativa turistica

SOVRAMONTE

Ospitalità diffusa, arrivano i contributi ai cittadini di Sovramonte, Comune che porta avanti il progetto pilota a valere sui fondi di confine.

«Stiamo per approvare il bando che arriverà in giunta venerdì e sarà trasmesso subito dopo, per l’approvazione definitiva, all’ufficio fondi confinanti della Provincia di Belluno», annuncia il sindaco Federico Dalla Torre.

Da quel momento in poi, potranno essere formalizzate le richieste. In palio ci sono quattrocento mila euro che saranno distribuiti, a seconda del progetto presentato, ai cittadini che desiderino riconvertire, ai fini dell’ospitalità diffusa, parte della propria abitazione con ristrutturazioni mirate e adeguate a quanto richiedono le norme.

«Il progetto prevede quattrocentomila euro di fondo pubblico e centomila euro di compartecipazione dei privati, perché complessivamente il tutto ammonta a cinquecentomila euro. Con questo si intende che ogni intervento sarà coperto per l’ottanta per cento dai fondi pubblici e per il venti per cento dei privati. Saranno ammessi sia interventi di ristrutturazione che interventi di manutenzione straordinaria come il rifacimento degli impianti tecnologici, dalla luce al riscaldamento».

In previsione, puntualizza il sindaco, ci sono tre interventi importanti di ristrutturazione e un paio per quanto riguarda la manutenzione straordinaria delle case, sempre ai fini dell’ospitalità diffusa. «Su questo vorrei essere chiaro: è prevista una rendicontazione, per ogni anno di attività, da produrre al Comune, sul numero di presenze registrate e documentate da ogni singolo esercente, e sulle iniziative intraprese per l’ospitalità. È quasi superfluo ricordare, infatti, che i soldi che saranno assegnati non servono alla ristrutturazione della propria casa, a fini meramente privati, ma sono vincolati a un progetto al quale lavoriamo da anni e che vorremo fosse esteso alle frazioni, per la capillarità dell’offerta».

«I fondi erogati sono vincolati all’ospitalità diffusa per dieci anni», sottolinea infatti il sindaco. «Se non dovessero tornare i conti al Comune, cioè se si riscontrasse un’anomalia o una contraddizione fra investimento e finalità dell’investimento, il privato sarà costretto a restituire la somma di cui è stato destinatario».

A fare da apripista è stato il caso di Faller che vede Guido Trento presidente dell’associazione Albergo diffuso Faller. Partito nel 2011 il progetto si è consolidato. Dagli ultimi dati diffusi dal presidente Trento, si arriva a 1500 pernottamenti annui con una presenza media che si attesta sui quattro giorni e con i tedeschi che si trattengono anche fino a dieci giorni. Sette sono le residenze per un totale di 28 posti letto. Ad arricchire l’offerta c’è stata anche la sistemazione recente del percorso turistico-pedonale di Faller denominato “del pom prussian”. —



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