Precari, una sentenza storica

BELLUNO. Parità di trattamento tra docenti a tempo indeterminato e a tempo determinato. Lo ha sentenziato il giudice del lavoro del tribunale di Belluno nella causa intentata dalla Fgu-Gilda degli insegnanti di Belluno.
«Al termine di un lungo ed impegnativo contenzioso tra il nostro sindacato, rappresentato dagli avvocati Marco Cini e Giovanni Attilio De Martin, r l’ufficio scolastico di Belluno per il Miur», spiega Milena Zucco, coordinatore provinciale della F.G.U – Gilda, «il tribunale di Belluno – Sezione Lavoro, con la sentenza n. 79/2012 del 19 giugno, riconosce e applica la parità di trattamento tra lavoro a tempo indeterminato e precari, in attuazione della direttiva comunitaria 1999/70/CE, la quale stabilisce che “per quanto riguarda le condizioni d'impiego, i lavoratori a tempo determinato non possono essere trattati in modo meno favorevole dei lavoratori a tempo indeterminato, comparabili per il solo fatto di avere un contratto o rapporto di lavoro a tempo determinato”».
Nella fattispecie, il contenzioso riguardava la ricostruzione della carriera del personale docente neoassunto della scuola statale. Ricostruzione che computa solo parzialmente, e non integralmente, il servizio precedente l'assunzione (c.d. servizio preruolo), con ovvie conseguenze di rallentamento della carriera. «Il tribunale di Belluno ha ritenuto ingiustificata la ricostruzione parziale della carriera, alla luce del principio comunitario di parità di trattamento tra lavoro a tempo indeterminato e a tempo determinato, e quindi ha stabilito il diritto dei ricorrenti all’immediato riconoscimento come servizio di ruolo, sia a fini giuridici che economici, dell’intero servizio di insegnamento svolto prima dell’assunzione. Al tempo stesso, ha condannato l’amministrazione scolastica a collocare ciascun docente ricorrente nella posizione stipendiale maturata in seguito all’intero servizio pregresso svolto. Altresì l’Ust è stato condannato al pagamento delle spese di lite, nella misura di € 4.500 complessive», precisa Zucco. «La sentenza ottenuta dalla F.G.U – Gilda è particolarmente innovativa, in quanto nella materia della ricostruzione della carriera del personale di ruolo esiste un unico precedente, rappresentato dalla sentenza n. 758/2011 del Giudice del Lavoro di Padova, la quale, in una identica causa promossa ancora una volta dalla Gilda e dagli stessi avvocati Cini e De Martin, ha deciso nello stesso modo del Tribunale di Belluno».
La sentenza, secondo quanto puntualizza Milena Zucco, «conferma appieno la posizione sostenuta dalla F.G.U – Gilda degli Insegnanti di Belluno in merito alla parità di trattamento tra personale di ruolo e personale “precario”. Rivendicazione inascoltata dall'amministrazione, ma riconosciuta dalla magistratura: un nuovo passo verso la civiltà del lavoro». E la Gilda rilancia l’appello a farsi avanti a quanti si trovano nelle condizioni di rivendicare questi diritti fatti valere dal giudice.
Paola Dall’Anese
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