Ponte simbolico in legno veicolo di dialogo per gli Scout bellunesi

Centinaia di giovani scout bellunesi hanno animato la domenica feltrina per celebrare la Giornata del pensiero. Questa giornata ritorna dopo due anni di sospensione e rappresenta una delle ricorrenze più importanti per lo scoutismo mondiale: il 22 febbraio era il compleanno del fondatore Robert Baden-Powell. Feltre è stata scelta come cornice anche per ricordare Mariacristina Masocco, legata al mondo scout, mancata tragicamente durante un’escursione in montagna lo scorso novembre.
L’evento si è svolto all’insegna del gioco e della riflessione sulla pace, coinvolgendo tutti i gruppi della provincia. Iniziato in mattinata in vari punti della città, dove i più giovani hanno svolto una serie di attività, si è concluso con la costruzione di un ponte di legno, simbolo di pace, sul sagrato del Duomo prima della messa celebrata dal vescovo Renato Marangoni, che nell’omelia ha ricordato come in un tempo in cui non si riesce a realizzare la pace, questa giornata dia speranza e gioia.
«Questo arco di legno, sotto il ritratto di Baden-Powell, si ispira al racconto “Il ponte dei bambini”, filo conduttore della mattinata» spiega il responsabile dei gruppi scout della provincia, Mario De Menech. «Durante il gioco i ragazzi hanno raccolto i pezzi e infine, tutti insieme, abbiamo costruito questo ponte simbolico». Rispetto alla giornata, continua De Menech, «abbiamo fatto una serie di attività con i ragazzi incentrate sullo stare assieme e il conoscere l’altro, sul rispetto della natura, riflettendo sull’ecologia e l’ambiente».
Una domenica per fare la pace sia con l’uomo sia con la natura, e anche «un momento di riflessione per noi adulti, capi ed educatori per ragionare sul senso del nostro servizio, perché quello che facciamo è un modo per costruire un ponte di pace: educare a stare con l’altro e superare i conflitti. Per i ragazzi è stato utile per tornare al senso di comunità».
Un ragionamento ampio e generale sulla pace, con uno sguardo all’Ucraina, cadendo proprio in questi giorni l’anniversario dell’inizio della guerra, «dobbiamo ricordarci anche che ora non c’è una sola guerra ma più di 100. Il significato di stare insieme oggi è che, anche se con le nostre piccole forze non possiamo fermare i governi, possiamo però educarci alla pace. Operativamente, devolveremo il tradizionale penny raccolto dai ragazzi all’acquisto di generatori elettrici per l’Ucraina, grazie alla collaborazione con Insieme si può».
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