Tentato omicidio alla festa: no a domiciliari e braccialetto elettronico
Nessun ricorso al Riesame per la scarcerazione del cittadino cubano indagato. Impossibili misure alternative. Peseranno recidiva e aggravante dei futili motivi

Coltellate alla festa: Suarez non uscirà tanto presto. Il 37enne cittadino cubano indagato per il tentato omicidio del tunisino Selman Daoud è stato rassicurato sul fatto che non potrà avere gli arresti domiciliari, in mancanza fra l’altro di un alloggio adeguato. E non se ne fa niente nemmeno per il braccialetto elettronico.
È considerato dalla magistratura un soggetto pericoloso e c’è il rischio perlomeno della ripetizione del reato e anche della fuga, tenuto conto del fatto che si stava organizzando per raggiungere la madre negli Stati Uniti.
Deivis Santana Suarez è difeso di fiducia dall’avvocato Giorgio Gasperin, che ha deciso una volta per tutte di non presentare alcun ricorso al Tribunale del Riesame, perché le possibilità di avere una misura alternativa al carcere sono vicine allo zero, se non proprio zero. L’uomo rimane in carcerazione preventiva, in attesa del deposito della perizia medico-legale e soprattutto di un processo gravato dalla recidiva specifica reiterata infraquinquennale.
Tradotto dal magistratese significa che era già successo più volte nel corso degli ultimi cinque anni e, in termini di pena finale, sarà una mazzata in più.
E poi il sostituto procuratore Alberto Primavera contesta l’aggravante dei futili motivi. Un’aggressione per poco più di nulla: un contatto spalla a spalla con la controparte, probabilmente condizionato dal tasso alcolemico. Insomma, se Santana Suarez dovesse essere condannato dal Tribunale collegiale di Belluno, la pena sarebbe molto elevata.
Non è il caso di lanciarsi in pronostici, dal momento che anche a Pedro Livert Dominguez erano stati contestati i futili motivi per l’omicidio di Antonio Costa, alla stazione ferroviaria di Fener, ma di fronte alla Corte d’Assise l’aggravante era venuta meno per il precedente palpeggiamento di una minorenne presente alla serata e l’aggressione a mano armata da parte della vittima.
E comunque il cittadino dominicano condannato a 16 anni in primo grado si è visto dimezzare la pena in appello, grazie a un concordato.
È ancora ufficiosa l’accusa di tentato omicidio, ma il medico legale Antonello Cirnelli ha già anticipato che non ci potrà essere una derubricazione in lesioni aggravate.
Daoud è stato visitato in Procura e i fendenti che ha preso al collo e sulla parte sinistra del costato sono compatibili con l’ipotesi più grave. Daoud è stato suturato e dimesso velocemente dall’ospedale Santa Maria del Prato di Feltre, però ha rischiato seriamente di morire e, tra qualche settimana, è attesa la conferma.
Viveva a Cornuda, ultimamente abitava a Sedico con la compagna ed è tutelato dall’avvocato Martino Fogliato. Quando sarà il momento chiederà un risarcimento danni, ammesso che questo abbia un senso.
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