Ponte contro la centralina: «Territorio aggredito»

Vendramini e Orzes escono dall’aula nel momento in cui inizia la presentazione del progetto: <Stop alle speculazioni sul Piave> 
Un momento del sopralluogo sul piave
Un momento del sopralluogo sul piave

PONTE NELLE ALPI. Nessun dialogo con chi non rispetta il territorio. Ieri mattina gli ingegneri dello studio Zollet hanno descritto il progetto della centralina idroelettrica sul Piave solo ai tecnici e alla stampa. Non c'erano gli amministratori di Ponte, che hanno fatto una scelta decisa: quella di non ascoltare neanche una parola. «Non staremo qui a sentire la vostra presentazione, perché è mancato il rispetto da parte dei proponenti che hanno presentato un progetto tanto impattante sul nostro territorio», ha spiegato l'assessore Ezio Orzes. Il quale ha invitato pubblicamente i progettisti a ritirare il progetto: «Altrimenti usciremo e voi parlerete a un'aula vuota». Richiesta rigettata: la procedura prevede tra le sue fasi la presentazione pubblica del progetto e il sopralluogo, come ha spiegato il dirigente del Genio Civile Alvise Lucchetta, e i progettisti non erano autorizzati a fare altro se non presentare le tavole progettuali. Così la presentazione è proseguita senza l'amministrazione.

Un momento del sopralluogo sul piave
Un momento del sopralluogo sul piave

Gli ingegneri hanno descritto il progetto e risposto alle domande di chiarimento poste dai tecnici dell'Arpav e della Regione (sezione Parchi e biodiversità), poi insieme ai dirigenti del Genio Civile sono scesi sulle rive del Piave, a vedere da vicino dove dovrebbero essere posizionati lo sbarramento artificiale e la centralina.

«Un impianto compatibile con la sicurezza»
gian paolo perona- perona- potne delle alpi- centraline sul piave

Ad accompagnare il sopralluogo, in questa occasione, non c'erano gli attivisti di Acqua Bene Comune. Ciò nonostante Ponte nelle Alpi era blindata: è stato attivato il dispositivo messo a punto dalla Prefettura nel vertice pre-sopralluogo di Belluno (poi rinviato), da Padova sono arrivati una ventina di poliziotti del reparto Mobile e dai comandi cittadini di Polizia e Carabinieri un'altra quindicina di uomini. Aggiungendo il personale della Digos, il numero di forze dell'ordine impegnate ieri a Ponte ha sfiorato le quaranta unità. A loro si è rivolta l'amministrazione accogliendo i partecipanti alla procedura di presentazione in aula consiliare: «Li ringraziamo per essere qui presenti, ma avremmo bisogno piuttosto che ci difendessero dall'aggressione in corso nel nostro territorio», ha puntualizzato Orzes. «La Piave è il fiume più artificializzato d'Europa, è ridicolo che si pensi di presentare ancora progetti che insistono su questo corso d'acqua. E perché lo si fa? Non certo per la produzione di energia elettrica, ma perché è in atto una speculazione. Questi progetti sono incentivati con soldi pubblici e non siamo più disposti ad accettare questa speculazione».

Nella sua accorata arringa, Orzes ha ricordato che il progetto della Reggelbergbau insisterà in un'area di pregio qual è quella nei pressi del ponte di Rione Santa Caterina: «Un ponte che è il simbolo del nostro Comune, come si evince dal nostro stemma comunale. Pensate forse di aggiungere il vostro sbarramento, nello stemma?». Suona come una «provocazione» a Orzes, quella dei progettisti: «Non avete nemmeno interloquito con l'amministrazione, prima di presentare il progetto. Noi vogliamo che le acque scorrano libere nel nostro territorio e vogliamo poter decidere su interventi che riguardano il territorio che governiamo».

Il sindaco Vendramini ha ribadito la posizione dell'amministrazione: «Rigettiamo in toto questo progetto, che è un'aggressione nei confronti del nostro territorio, fatta con procedure anomale». Al termine del sopralluogo ha ricordato che il Comune seguirà la via dei ricorsi qualora la procedura dovesse andare avanti: «Abbiamo inaugurato l'anno scorso la spiaggia di Lanà, vicina al ponte. Abbiamo fatto un investimento importante ed è molto frequentata. Il progetto sarebbe devastante per l'intera area, penso che oggi anche i proponenti si siano resi conto della scarsa percorribilità del progetto».

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