Politica e istituti di credito sul banco degli imputati
BELLUNO. «C’è sempre meno attenzione verso il territorio bellunese e le imprese rischiano di fallire e chiudere perché non ci sono investimenti. Di lavoro ce ne sarebbe, se si volesse intervenire sulle scuole, sulle strade e sugli acquedotti». Le organizzazioni sindacali di categoria sono molto preoccupate per come stanno andando le cose. E lo dicono a chiare lettere: «Non c’è solo il caso dell’impresa De Cian. Sono ormai tante le aziende che non pagano i propri dipendenti che, pur di avere un lavoro, sono disposti anche a rimanere tanto tempo senza percepire un euro», dice Edi Toigo della Filca Cisl, che lancia un monito alla politica. «C’è un disinteresse politico nei confronti del territorio bellunese. E ai politici dico di studiare qualcosa per risollevare la situazione. Non è tollerabile che si parli di tutto tranne che del lavoro, delle mancanze di commesse e dei disagi di questo territorio. Qui siamo di fronte non a una crisi, ma a un cambiamento globale ed epocale; dobbiamo attrezzarci per affrontarlo al meglio. Serve una particolare attenzione alle politiche abitative, a cominciare da un maggior numero di alloggi popolari e dalla riqualificazione delle vecchie case».
Toigo se la prende poi con le banche: «Hanno un bel dire gli istituti di credito che aiutano la famiglie: come mai, allora, in provincia soltanto il 2% delle banche presenti hanno aderito al fondo creato da palazzo Piloni per anticipare la cassa integrazione? È anche questo un modo per aiutare le famiglie e sostenere le persone. Il fatto è che, se dovessimo andare avanti così, saremmo tutti rovinati. Siamo stufi delle promesse e delle parole dei politici e delle banche, servono i fatti».
Sulla stessa lunghezza d’onda Adriano Tiziani della Feneal Uil: «Non è pensabile che le imprese stiano tanti mesi senza pagare i loro dipendenti: quando ci sono le avvisaglie di difficoltà, anche gli imprenditori devono iniziare a intraprendere una strada alternativa per mettere in sicurezza i dipendenti. A cominciare dall’utilizzo degli ammortizzatori sociali o dalla riduzione del personale. Insomma, non spetta a me dire cosa devono fare, ma non si può pensare di non pagare per dieci mesi gli stipendi ai propri dipendenti, perché dietro di loro ci sono famiglie che potrebbero andare in grave difficoltà», sbotta Tiziani, che poi conclude: «Non abbiamo una Provincia, non abbiamo un Governo, chi era ed è a Roma finora non ha fatto nulla e così non se ne esce. Bisogna intervenire subito». (p.d.a.)
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