Poca acqua: è ormai piena emergenza

A Lamon oggi e domani tornano le autobotti. Il sindaco: «Il modo per evitare questo ci sarebbe, ma non viene finanziato»
Di Paola Dall’anese

BELLUNO. Continua l’emergenza idrica nel Bellunese.

Anche se ieri la giornata non ha visto l’intervento di autobotti di vigili del fuoco o di Bim Gsp nei comuni più critici, quali Lamon e Sovramonte, permane grave la situazione soprattutto nel paese del fagiolo dove il sindaco Vania Malacarne si dice preoccupata, tanto che anche ieri sera è stata attuata la misura di sospensione idrica dalle 23 alle 5. «Misura che non sarà applicata, però, questa volta», ci tiene a precisare la prima cittadina, «nel centro di riabilitazione dell’Usl per motivi igienico-sanitari. Infatti se abbiamo chiuso i rubinetti martedì, non è sostenibile nella struttura sanitaria ripetere l’operazione una seconda volta».

La questione “Lamon”. Ma che la siccità sia pesante sull’altopiano lamonese lo dimostra il fatto che già oggi e domani torneranno in azione le autobotti dei vigili del fuoco. «Abbiamo già provveduto a chiedere il loro intervento per la vasca del centro di Lamon e per quella di San Donato», dice la Malacarne, contrariata dal fatto che il modo per evitare una volta per tutte questa sofferenza ci sarebbe, ma da anni non viene considerato.

«Nel 2012 abbiamo presentato all’Odi, per i fondi di confine, il progetto di prendere l’acqua dal torrente Selva ma è stato scartato. Non si è capito che la carenza idrica del Comune è strutturale, e che non possiamo continuare a lungo con le limitazioni, che stiamo attuando adesso. Non possiamo dimenticare», prosegue il primo cittadino , «che abbiamo la coltura dei fagioli Igp importante per il territorio, che abbiamo la casa di riposo e anche la struttura riabilitativa dotata di piscine. Insomma, la sorgente della Selva è fondamentale, non è un capriccio, tanto che abbiamo già realizzato la strada silvo-pastorale che porta al corso d’acqua, per abbassare così i costi del piano. Ma non è servito a nulla. Negli anni scorsi, con un bando regionale che prevedeva progetti interregionali, abbiamo costruito l’acquedotto di Arina e ora stiamo superando gli ultimi ostacoli burocratici per la sua definitiva attivazione. Serve intervenire al più presto per rendere autonoma una volta per tutte questa località dal bisogno di acqua», conclude il sindaco.

A Sovramonte. Costretto a chiudere le fontane anche il primo cittadino di Sovramonte, l’altro comune che martedì è stato rifornito da autobotti.

«Ieri è andata meglio, non abbiamo avuto bisogno di interventi extra», dice il sindaco Federico Dalla Torre che aggiunge: «Abbiamo invitato la popolazione ad essere parsimoniosa, anche se in questo periodo il paese raddoppia i suoi residenti poiché le seconde case sono praticamente tutte aperte».

Dalla Torre pensa che per superare quest’empasse servirebbe far ripartire due delle tre vasche esistenti che sono in attesa di essere manutenute da Bim Gsp. «Prima era il Comune a gestire l’acqua, e quindi conosciamo bene il problema», dice il primo cittadino, «ma dal 2013, malgrado le numerose sollecitazioni alla società ad intervenire, non è stata fatta alcuna opera sulle vasche e questo crea disagi soprattutto nelle ore serali quando la gente torna dal lavoro e si registra un incremento dei consumi idrici».

Pedavena in sofferenza. Situazione al limite anche a Pedavena, dove da tempo l’amministrazione ha chiuso le fontane pubbliche, ha sospeso l’irrigazione del campo di calcio e di rugby al Boscherai. «Ora stiamo monitorando la parte alta del comune, e se non pioverà, saremo costretti a ricorrere ad estremi rimedi come la sospensione dell’erogazione in determinati orari sulla scorta di quanto fatto da Lamon», precisa il sindaco Maria Teresa De Bortoli.

San Gregorio nelle Alpi resiste. «Qualche perdita nelle condotte è stata sistemata», anche a San Gregorio nelle Alpi come precisa il primo cittadino Nicola Vieceli. «Ieri i livelli delle vasche sono stati più alti, ma non possiamo abbassare la guardia. Inviteremo la popolazione a non utilizzare l’acqua per annaffiare orti e piante. Speriamo nella pioggia perché ormai le opere di presa sono secche».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Riproduzione riservata © Corriere delle Alpi