Piccoli: «I fondi di confine vanno gestiti in Provincia»

Il senatore forzista invita all’approccio pragmatico: «Prendiamo tutto quello che riusciamo, la battaglia va fatta per favorire l’intero territorio»
BELLUNO. «Dobbiamo essere pragmatici e portare a casa tutto quello che possiamo». Giovanni Piccoli, senatore di Forza Italia, interviene nel dibattito sui fondi di confine, con un approccio molto pratico. «In questo momento», osserva Piccoli, «la provincia di Belluno si trova in una situazione politicamente favorevole, a prescindere dalla questione Sappada che sta dando uno scrollone importante». Piccoli pensa in particolare al referendum per l’autonomia, alla svolta che ne deriverà e alla necessità di costruire un «progetto fattibile e credibile». Ma ci vorrà tempo: «Da qui a quando avremo l’autonomia del Veneto e di Belluno serviranno anni e questo periodo va gestito subito, perché ogni giorno si riscontra un grande disagio. In questo senso io non credo che i fondi di confine siano un insulto, anzi: dobbiamo prenderli anche dal Friuli».


L’importante, secondo Piccoli, è che la gestione dei fondi sia locale cioè bellunese e con benefici a livello provinciale: «È questa la battaglia da fare in questo momento. Autonomia è anche questo ed è la sfida che attende il presidente della Provincia Roberto Padrin. Sono d’accordo che è stato nefasto portare l’ex fondo Odi da Verona a Trento, non dobbiamo andare a Trento con il cappello in mano, ma dobbiamo guardare oltre». Piccoli non intende mettere al margine i comuni di confine «che devono restare sugli scudi nel ricevere i finanziamenti, ma proviamo ad immaginare i fondi a gestione provinciale e a guardare lontano». Insomma la politica bellunese non si deve accapigliare in questa situazione, ma sfruttarla al massimo: «I comuni non confinanti non devono temere questi fondi, ma fare massa critica per portarli all’interno di un ragionamento globale». Nel febbraio 2016 Piccoli aveva presentato un disegno di legge proprio per istituire un fondo di confine con il Friuli, prevedendone la gestione provinciale.


«Questo è l’obiettivo da percorrere. Forziamo il gioco», esorta il senatore forzista, «e portiamo a casa tutti i fondi possibili. Mi sconvolge che tutti commentino il presente, mentre ciò che dobbiamo fare è immaginare il futuro. Noi bellunesi siamo capaci di pianificare e gestire il territorio, sappiamo distinguere le opere strategiche che entrano in connessione con le altre nell’ottica di una crescita reale. Lo scenario è favorevole, ma dobbiamo giocarci tutto per ottenere più risorse possibili, senza dimostrare un palato troppo fine».


Infine ancora Sappada: «Utilizziamo al meglio quanto sta accadendo a Sappada per forzare il gioco, perché famiglie e imprese bellunesi vivono un disagio quotidiano rispetto ai vicini, talvolta odioso come la disparità di risorse spese per il diritto allo studio».


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