Piano casa approvato dopo la spaccatura sulle zone agricole

Limana, l’assessore Morales ha ritirato l’emendamento la delibera è passata con il voto unanime dell’aula
Un momento del primo consiglio comunale di Limana dopo il voto di inizio giugno A Limana Consiglio comunale d'esordio bollente
Un momento del primo consiglio comunale di Limana dopo il voto di inizio giugno A Limana Consiglio comunale d'esordio bollente

di Martina Reolon

LIMANA

Il nuovo Piano casa ha occupato quasi due ore di discussione, ieri in consiglio comunale di Limana, per l’approvazione della delibera che recepisce la norma regionale.

«La legge ha pro e contro», ha precisato l’assessore Giorgio Morales, «perciò con la delibera intendiamo cercare di trovare un equilibrio. Nel passato Limana è stata interessata da un’edificazione molto intensa in zona agricola e da uno sviluppo edilizio non sempre ordinato. Pertanto alcune limitazioni, come previste anche dalla legge, sono necessarie».

Uno spazio preponderante del dibattito in consiglio, a questo proposito, è stato occupato dal cosiddetto “corpo edilizio separato”, «la forma meno gradita», ha detto Morales, «in quanto implica non tanto ampliamento, ma una creazione ex novo. Le limitazioni escludono la prima casa, tranne un’eccezione: ossia quando l’ampliamento implica che si arrivino a creare due unità abitative, in sostanza una seconda casa».

Da qui l’emendamento di carattere soppressivo proposto da Morales, volto a impedire che si arrivi a istituire due unità immobiliari residenziali in zona agricola. «Premesso che la Regione ha fatto in due anni due leggi», ha replicato Edi Fontana, capogruppo di Insieme per Limana, «e che la legge 24/1985 è stata limitante per il nostro Comune, pensiamo che la possibilità di costruire in area agricola permetta alle persone di continuare a presiedere il territorio ed evitare l’abbandono». «Se vogliamo puntare su un turismo a bassa intensità», ha aggiunto il consigliere Prade, «è giusto incentivare la residenzialità diffusa (con bed&breakfast, per esempio), anche per aiutare i giovani a rimanere qui. Ma in generale, da diverse unità immobiliari possono sorgere integrazioni al reddito. Di certo a Limana una seconda casa non sarebbe utilizzata per affittarla a qualche “riccone”». La delibera sul Piano casa alla fine è stata votata all’unanimità, ma solo dopo il ritiro di Morales dell’emendamento volto all’abrogazione della possibilità di ricavare ulteriori unità abitative anche in zona agricola.

Ferme restate le perplessità sul Piano casa, da parte di tutto il consiglio è stata riposta fiducia in quello che potrà emergere dal nuovo Pati.

Abbastanza accesa poi la discussione sugli assestamenti generali al bilancio di previsione 2011 illustrati dall’assessore Sandra Da Riz. Se De Zanet del gruppo misto ha espresso perplessità riguardo a un aumento di spese per circa 9.500 euro nella pubblica illuminazione, Fontana ha lamentato il fatto che, in assestamento, non vi sia alcun riferimento al trasporto scolastico: «Considerando che alcune famiglie di Valmorel, per esempio, vengono a pagare 1.000 euro all’anno». «L’unico punto inserito a variazione », ha spiegato l’assessore Dal Farra, «è quello degli 8mila euro del Consorzio Bim. Ne abbiamo parlato in Giunta, ma il periodo è duro e non siamo riusciti a fare altro. Non dimentichiamo però che l’80% del costo del trasporto pubblico scolastico è a carico del Comune».

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