Perenzin: ora risolvere la carenza di medici

Il sindaco di Feltre all’inaugurazione del Pronto soccorso lancia un appello alla Regione: «Serve una soluzione ponte»



Dal 2 settembre i pazienti avranno un Pronto soccorso nuovo, performante e completo sia dal punto di vista del comfort, con una funzionale distribuzione degli spazi, che della dotazione strumentale.

È di ieri il taglio del nastro, per l’inaugurazione che è stata fatta dal governatore della Regione, Luca Zaia, attorniato dalla folla delle occasioni più importanti.

I feltrini aspettavano da anni la visita del presidente al “loro” ospedale, fin dai tempi (nemmeno remoti) della posa della prima pietra per il polo tecnologico nel 2016 e, molto più di recente, dell’inaugurazione di radiologia. Accontentati. E con alto gradimento.

Dall’associazione Arianna, rappresentata ieri da Antonietta Casot, si evidenzia «la credibilità e la concretezza degli amministratori», dal sindaco di Feltre al direttore dell’Usl Dolomiti fino appunto al governatore della Regione. Nessuno dei tre ha sottaciuto le problematiche del passato e del futuro, fra le “traversìe di cantiere” ricordate da Adriano Rasi Caldogno che nel 2012 ha preso in mano la partita della piastra chirurgica e l’ha tolta dalla rena dove si era spiaggiata, e la carenza di medici.

«Stiamo vivendo un momento non facile che è quello della riorganizzazione», ha detto Paolo Perenzin. «Ci sono difficoltà che non dipendono dai livelli aziendale e regionale e si traducono principalmente nella mancanza di medici. Ma sappiamo anche che a Feltre, alla difficoltà si risponde profondendo un impegno ancora maggiore. E i dati sono lusinghieri, in termini di attrazione e di esiti».

Il sindaco Perenzin ha ammesso che i tempi tecnici, anche se si metterà mano alla programmazione per avere più medici sul mercato, influiranno giocoforza sul ricambio di “camici bianchi”.

E quindi ha lanciato l’appello alla Regione per la ricerca immediata di una “soluzione ponte”. Quella che il presidente Zaia ha prospettato come «contrattazione con i pensionati o pensionandi». La piastra chirurgica di Feltre, ha esordito Zaia, «ha rischiato di trasformarsi in un “cadavere eccellente”. Dobbiamo dare atto che il direttore generale Rasi Caldogno ha saputo dare concretezza a un’opera che sarà consegnata finita all’inizio del prossimo anno».

Il presidente non ha nascosto che siamo di fronte a un profondo mutamento della sanità e degli ospedali «in cui non conta il numero di posti letto, ma i letti di qualità».

«Puntiamo sulla iperspecializzazione. Prova ne sia il Santa Maria del Prato che è centro di riferimento per le malattie oncologiche gastrointestinali».

Zaia ha poi ribadito che in un anno la regione Veneto investe circa 70 milioni in infrastrutture tecnologiche, «perché la diagnostica che si effettua negli ospedali sia sempre di altissimo livello. Possiamo annoverare attrezzature che magari abbiamo solo noi in Europa. Per lo Stato italiano siamo la regione di riferimento per le buone pratiche. Ed è dei giorni scorsi la comunicazione ministeriale che ci invita a sostenere la Calabria perché è in difficoltà. Cosa che abbiamo recepito anche perché una regione che va male influisce negativamente sui conti pubblici. Ma l’aspetto più importante della nostra adesione è stato quello etico, dell’accessibilità uniforme alle cure». —



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