Pedane esterne, si rompe il fronte dei baristi

FELTRE. Il termine corretto è plateatico. Per farsi capire si sta parlando delle pedane esterne dei bar che dovranno abbellire e completare l’arredo urbano di via XXXI Ottobre. Ma proprio quando l’operazione sembrava tagliare il traguardo che il fronte dei baristi, i più entusiasti nel sostenere le modifiche alla viabilità del centro, ora scricchiola e rischia di perdere qualche pezzo. Perché gli spazi a suo tempo promessi per sistemare tavoli e sedie all’esterno in base al progetto originale non sono più gli stessi e le modifiche che hanno delineato l’aspetto di via XXXI Ottobre così come si vede attualmente penalizza alcuni locali, i cui gestori non sarebbero più tanto intenzionati a compiere l’investimento a suo tempo concordato.. C’è chi non è più d’accordo, chi ci sta pensando, chi vorrebbe risparmiare sulla spesa e chi, in vista di una futura, prossima cessione del locale non intenzione di imbarcarsi in spese importanti. Perché si parla di, otto, diecimila euro per realizzare una struttura che dia uniformità alla via.
D’altra parte il progetto parla di plateatici che offrano al visitatore un colpo d’occhio omogeneo. Il colpo d’occhio potrebbe però presentare qualche vuoto. Molti dubbi sono sorti a Luigino Sommariva, dell’omonimo caffè gelateria: «In base al progetto originale avevo conteggiato spazio per otto tavolini e relative sedie. L’ultima versione mi lascia spazio per tre tavolini. Troppo pochi. Sono quelli che adesso ho sul marciapede. Di sicuro non vado a spendere ottomila euro. Spero si trovi una soluzione perché altri colleghi stanno temporeggiando».
Sul fronte dei favorevoli convinti ci dovrebbero essere l’Enoteca contemporanea, che posizionerà la propria pedana tra un paio di settimane, la Barcelleria e il bar Impero. La Cikketteria si sta allineando cercando di contenere i costi, mentre sta prendendo tempo il Lucky Corner. C’è poi la questione del Caffè Roma, che dovrebbe in un prossimo futuro cambiare gestione. Di imbarcarsi in investimenti così importanti non se ne parla. C’è infine una questione che nessuno ammette ad alta voce: l’anno prossimo si va ad elezioni e il timore è che se dovesse vincere il fronte opposto all’attuale maggioranza, l’investimento appena fatto potrebbe essere vanificato.
La posizione degli altri commercianti è più o meno nota ed è sostanzialmente contraria. C’è chi come l’ottico Paolo Fertonani ha rotto gli indugi e sta per aprire un negozio nuovo di zecca a Busche. Il futuro dell’attivià in via XXXI Ottobre è incerto: «In centro si pagano affitti più alti perché dovrebbe esserci maggiore reddito. Ma qui il reddito dov’è? Se una signora anziana con problemi di deambulazione deve venire a farsi fare una visita da me o deve recarsi in farmacia, qui non ci viene perché la macchina dà fastidio. Ho sempre creduto e investito a Feltre, ma ora nutro forti dubbi».
Sul piede di guerra anche Antonio Barp, titolare del negozio di abbigliamento Young Moda: «Di fronte a ciò che sta accadendo sto riconsiderando la mia posizione in chiave futura. Con questa viabilità non vedo girare più gente. Tutt’altro. È vero, sabato c’era Germania - Italia, ma era anche la notte dei saldi e qui in centro a Feltre non c’era un cane. Sono qui da molti anni e ho investito tanto su questa attività, ma inizio a dubitare ne sia valsa la pena».©RIPRODUZIONE RISERVATA
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