Pavimento del 500 scoperto negli scavi a Palazzo Bembo

BELLUNO. Durante i lavori di ristrutturazione di Palazzo Bembo è emerso un pavimento ad acciottolato dove non avrebbe dovuto esserci. In questi giorni l’archeologo che segue i lavori per conto della Sovrintendenza sta valutando la scoperta fatta durante lo scavo in alcuni locali che vanno risanati all’umidità, nella parte sud dell’ex ospedale.
È infatti comparso un acciottolato piuttosto grosso, che corrisponde alla presenza di un porticato dove ora ci sono dei locali. Questo fa pensare che palazzo Bembo sia stato edificato cambiando la disposizione dei locali: dove ora c’è il cortile interno dovrebbe esserci stato un edificio e dove ora ci sono i locali dell’ala sud c’erano un porticato e un acciottolato. Non sono emersi mosaici o pavimentazioni lavorate, ma un semplice e grosso «codolà», che è stato trovato un metro sotto l’attuale pavimentazione. Il pavimento scoperto risale al Cinquecento.
Ed è del 1500 la costruzione del seminario, che nell’Ottocento lasciò il posto all’’ospedale rimasto aperto fino agli anni Ottanta.
La scoperta del pavimento non ferma i lavori. Come accade di solito in queste circostanze, ci sarà il rilievo accurato dell’archeologo, poi il pavimento sarà ricoperto di sabbia, di tessuto non tessuto e ancora di sabbia, prima di continuare con i lavori. Se qualcuno tra qualche centinaio di anni scaverà, potrà trovare il pavimento cinquecentesco nelle stesse condizioni di oggi.
Al di sopra del pavimento i lavori prevedono la sistemazione dei locali che diventeranno una parte del percorso interno delle sale espositive che verranno realizzate al piano terra di palazzo Bembo.
I lavori di ristrutturazione sono partiti a gennaio e si concluderanno a settembre del prossimo anno. Si tratta del primo lotto di lavori che prevede la realizzazione degli impianti, il completamento dell’ala settecentesca verso la stazione che sarà utilizzata dalla Regione e dalla Sovrintendenza.
Nel corso degli anni verranno recuperati 2.360 metri quadrati su tre piani. Al primo piano saranno ricavati laboratori, uffici, una sala conferenze e sale espositive. Il primo piano diventerà l’area espositiva vera e propria, in grado di accogliere grandi mostre. Nel sottotetto depositi e stanze di servizio e un’area riservata agli uffici regionali.
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