Passo Staulanza, mancano i parcheggi: salire al passo ora è un’odissea

Off limits l’area regoliera utilizzata fino a un anno fa e tenuta pulita da un rifugista. Auto lasciate in banchina (e multate) e ingorghi a non finire: furibondi i turisti

Gianluca De Rosa

BORCA. Le lunghe code registrate a più riprese durante le festività natalizie, non ultime quelle dell’Epifania, hanno riproposto l’annoso problema della mancanza di parcheggi lungo la Sp251 del passo Staulanza. Una situazione fuori controllo, tanto da costringere le forze dell’ordine ad intervenire a più riprese, elevando multe agli automobilisti indisciplinati. A farne le spese, lamentano gli operatori del posto, è però il turismo.

Eppure una soluzione al problema, seppure non del tutto risolutiva ma sicuramente mitigante, ci sarebbe.

È concentrata in uno spazio, di proprietà della Regola di San Vito (dunque privato), situato a circa un chilometro dal passo Staulanza, sul territorio comunale di Borca, storicamente utilizzato dai frequentatori della zona come parcheggio, sia d’inverno e sia d’estate. Uno spazio di grandi dimensioni, circa 2.500 metri quadrati, in grado di contenere anche cinquanta, sessanta automobili.

Fino allo scorso anno, durante l’inverno, questa sorta di parcheggio veniva ripulito dalla neve dai gestori del vicino rifugio Città di Fiume.

Un tacito accordo, nel segno dell’interesse e dell’utilità comune, evidentemente venuto meno quest’anno visto che la Regola di San Vito ha deciso (legittimamente vista la proprietà) di non rilasciare il benestare alle operazioni di pulizia e sgombero del sito dalla neve.

Questione di responsabilità: fatto sta che le macchine, che fino allo scorso anno venivano posteggiate all’interno di quello spazio, oggi vengono lasciate in banchina favorendo gli ingorghi tanto da richiedere l’intervento dei Carabinieri di Caprile, la stazione geograficamente più vicina all’area ma che su quell’area non ha specifiche competenze come non le ha il Comune di Selva, anch’esso preso d’assalto dai turisti inviperiti con continue richieste telefoniche.

«Tanti escursionisti sono arrivati in rifugio in questi giorni lamentandosi con noi della mancanza di parcheggi», ha spiegato il gestore del “Città di Fiume”, Mario Fiorentini, «abbiamo spiegato loro che quello spazio non è nostro e che, pur dispiaciuti della situazione, non abbiamo voce in capitolo per risolverla».

Le parole di Fiorentini non sono però bastate a placare gli animi, visto che gli stessi turisti, una volta rientrati a casa, hanno riversato sui social tutta la loro delusione pubblicando numerose foto, alcune delle quali eloquenti, e definendo il transito lungo la Sp251 del passo Staulanza «un vero incubo».

Il mancato accordo tra la Regola di San Vito ed i gestori del “Città di Fiume”, che negli anni passati, a proprie spese, provvedevano alla pulizia dell’unico sito utile al posteggio delle vetture al di fuori della carreggiata, pesa inevitabilmente come un macigno sulla situazione.

«L’auspicio è che si possa trovare presto una soluzione», chiedono i turisti sui social, «quello spazio è l’unico disponibile per coloro che scelgono di fare una passeggiata, tra le poche in valle, accessibile a tutti. La mancanza di un parcheggio è un punto a svantaggio di tutti ed una sfilza di multe una mazzata al turismo locale».

Il rischio, concreto, è che il perdurare di questa situazione possa spingere i turisti verso le valli limitrofe.

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