“Pacchetto montagna”, fondi in arrivo

BELLUNO. Rifinanziamento del Fondo nazionale della montagna, incentivi ai Comuni che si muovono verso l’unione o la fusione, passaggio dal rispetto del Patto di stabilità a quello del pareggio di bilancio per gli enti locali. Queste alcune delle novità a favore delle aree montane presenti nella legge di stabilità 2016, approvata domenica notte alla Camera e che ora passa al Senato per il via libera definitivo. Novità presentate dal deputato bellunese del Pd Roger De Menech, che ha puntato l’attenzione su alcuni dei punti più importanti del “pacchetto montagna”.
Fondo montagna. «Con il rifinanziamento del Fondo nazionale previsto dalla legge 97 del 1994 si segna un risultato storico, visto che era dal dicembre 2009 che il Parlamento azzerava ogni anno, nella legge di stabilità, il capitolo dedicato alla montagna», commenta De Menech. «Ora, con un emendamento a firma del sottoscritto, di Enrico Borghi (Verbania) e Raffaella Mariani il Fondo è finanziato per 5 milioni di euro all’anno per il triennio 2016-2018. Il che significa 15 milioni. Una somma non stratosferica, ma che speriamo sia la nascita di una nuova stagione per le politiche della montagna».
Unioni e fusioni dei Comuni. Nelle legge di stabilità 2016 un emendamento stabilizza gli stanziamenti per incentivare unioni e fusioni dei Comuni. Raddoppiando di fatto la misura dell’incentivo previsto per le fusioni. «Questo in concreto, nel caso del nostro territorio provinciale, significa che nel 2016 Longarone-Castellavazzo vedrà un passaggio da 400 mila a 800 mila euro, Quero-Vas da 190 mila a 380 mila. E sarà lo stesso per le nuove fusioni», prosegue De Menech. «Ora è ovvio che le fusioni non si fanno solo perché c’è il contributo, ma mettendo al centro il servizio al cittadino e un “piano industriale” di sviluppo per il futuro. Ed è in quest’ottica di agevolazione delle fusioni che quest’anno non siamo andati a finanziare i “6000 campanili”. Il metodo non deve più essere quello del “click” più veloce, ma della progettazione (si veda il contributo di 5 milioni e 540 mila euro per le scuole di Mel)».
Patto di stabilità. Nel 2016 i Comuni che si sono visti bloccati, per anni, i Fondi Letta e, in parte, anche i Fondi Odi, avranno la possibilità di utilizzarli. Con la nuova legge di stabilità, infatti, il governo ha deciso che queste risorse saranno svincolate dal patto di stabilità, specie se riguardano il finanziamento di importanti opere pubbliche. «Risorse che i Comuni potranno spendere», dice il deputato Pd. «Per il nostro territorio significa lo sblocco di investimenti pubblici. Dopo sette anni di tagli i Comuni non dovranno subirne ancora, ma godranno dello sblocco del Patto per finanziamenti vecchi e anche per i nuovi (si pensi, per esempio, all’edilizia scolastica)».
Anas e manutenzione strade. Un emendamento che riprende una proposta a firma De Menech autorizza l’Anas a stipulare accordi fino a 100 milioni di euro per la manutenzione delle strade trasferite alle Province. «La sfida per il 2016 sarà mettere in atto forme di gestione più stabili», fa presente De Menech. «In particolare, un altro emendamento dà l’autorizzazione all’Anas, sentita la Protezione civile, a effettuare direttamente interventi di manutenzione straordinaria sulle strade provinciali nei territori per i quali, a seguito di eventi di eccezionale portata, è stato dichiarato lo stato di emergenza». Nella legge di stabilità 2016, inoltre, quasi 2 miliardi di euro sono destinati alla gestione delle situazioni di dissesto idrogeologico.
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