Operaio folgorato a Mel, il prete e gli imprenditori indagati

MEL. Quattro gli indagati. Almeno quattro. L’ipotesi di reato è omicidio colposo. Il sostituto procuratore di Belluno Simone Marcon sta conducendo l’inchiesta sulla morte di Loris De Faveri, l’operaio di Farra di Soligo, dipendente della Edilgroup, che venerdì mattina stava ristrutturando il tetto della chiesa di San Nicolò, a Villa di Villa, quando sarebbe rimasto folgorato, per aver toccato un cavo scoperto. Sono iscritti nel registro degli indagati il parroco, come committente dei lavori e le tre imprese che stavano operando nel cantiere: la Lorenzon costruzioni, che aveva vinto l’appalto; la stessa Edilgroup, che stava operando in subappalto e l’Altedil, che si è occupata dei ponteggi.
Mentre il cantiere rimane sotto sequestro, oggi ci sarà l’autopsia sul corpo del 42enne ex imprenditore, all’ospedale Santa Maria del Prato di Feltre. Qui era stato trasportato dal carro funebre, dopo essere stato recuperato dall’autoscala dei vigili del fuoco del comando di Belluno. Qui ha ricevuto la visita dei genitori, della compagna e dei due figli piccoli. Tutti increduli per quello che è accaduto in una delle tante giornate di lavoro, sul tetto della chiesetta arcipretale della frazione di Mel. L’intervento stava durando ormai da qualche mese e giusto don Giuseppe ha descritto questi ragazzi come infaticabili, sia con il sole che con la pioggia.
Solo una volta ultimato l’esame autoptico, il magistrato sarà in grado di concedere il nulla osta alla sepoltura. A quel punto, si potrà fissare la data dei funerali.
Quello che bisogna capire con chiarezza è la causa del decesso: può essere improvvisamente scivolato, ma anche aver sofferto di un malore o di un infarto. Sicuramente il capocantiere Ottavio Paier e i compagni di lavoro l’hanno trovato a cavalcioni di un cavo elettrico. Da capire se isolato adeguatamente o scoperto. È un filo elettrico, che parte dall’ultimo piano della casa accanto alla navata destra dell’edificio sacro e s’infila tra i ponteggi, per raggiungere la canonica. Nel breve tratto visibile è sbucciato e non sembra in buone condizioni, ma solo le due ispettrici dello Spisal (Servizio prevenzione igiene e sicurezza negli ambienti di lavoro) e i carabinieri di Mel hanno potuto vedere in che condizioni si trova all’interno dell’impalcatura protetta da un telo di colore bianco. L’ipotesi più accreditata è che De Faveri sia rimasto folgorato, tanto è vero che ci sarebbero dei segni sul suo corpo, mentre quello che è successo prima è ancora da chiarire.
Nel pomeriggio, l’anatomopatologo potrà dare la propria spiegazione, dopo che il medico legale Stefano Gasperin a firmare il certificato di morte.
L’Enel si è affrettato a dire che quel cavo non è di sua competenza, anche se la corrente arriva lo stesso. Potrevve essere in qualche maniera abusivo. Volante, in un’altra parola. L’altro particolare riguarda l’intero impianto elettrico, che alimenta la chiesa di San Nicolò, giudicato vecchio e inaffidabile da una parrocchiana. Venerdì mattina si stava svolgendo un funerale e, durante la messa, non potevano passare inosservati quei soliti cali di tensione. La luce andava e veniva. Il parroco avrebbe saputo della tragedia, solo una volta tornato dal cimitero. L’orologio del campanile si è fermato sulle 11.48, più o meno l’ora del decesso dell’operaio di Farra di Soligo.
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