«Olimpiadi, puntiamo sull’ecologia»

CORTINA. «Sulla possibilità di ospitare le Olimpiadi invernali 2026 la congiuntura astrale è a nostro favore», assicura da Vicenza Luca Zaia, presidente della Regione, mentre fa un gesto scaramantico contro chi a Milano va sostenendo che né Torino né Cortina possono ambire ai Giochi, avendoli già ospitati. Invece – obietta il governatore – siamo i soli a poter presentare una candidatura low-cost senza necessità di ingenti investimenti o di colate di cemento, ma di messa in rete di quello che già esiste.
Meglio ancora – interviene in parallelo il deputato del Pd Roger De Menech – se con i Giochi possiamo portare anche il treno. «Noi entro il 31 marzo – ribadisce Zaia – presenteremo la manifestazione di interesse come Veneto, ovviamente aperta alla disponibilità di Trento e Bolzano, che poi andremo a consolidare con il dossier di candidatura ufficiale».
E sul rischio di una “sfida nazionale” con Milano e Torino, conclude: «Potrà esserci un sano derby, ma il Veneto si posizionerà nella maniera in cui potrà essere valutato il nostro dossier. Noi non ci candidiamo contro qualcuno, presentiamo le nostre credenziali».
Con questo spirito scenderà in campo, la prossima settimana, anche la Provincia di Belluno, con un ordine del giorno – che il presidente Roberto Padrin auspica condiviso – a sostegno della candidatura.
A Zaia e Padrin arriva un importante endorsement da De Menech. «Il Veneto porti avanti una candidatura “green” delle Dolomiti per le Olimpiadi 2026 puntando sulla ferrovia come infrastruttura portante per collegare Venezia a Cortina». Per il parlamentare del Pd si tratta di «una grande opportunità per lo sviluppo e l’immagine della nostra montagna, sempre che – suggerisce – si riesca a organizzare una manifestazione a impatto zero, cioè senza cementificazioni e sfruttando gli impianti e le strutture esistenti».
De Menech ricorda che «la stessa Fondazione Unesco è favorevole alla proposta», e del resto – aggiunge – tutti gli interventi avviati o programmati in questi anni, dagli impianti di Falcade a quelli di Cortina fino al nuovo collegamento tra Comelico Superiore e Sesto Pusteria, sono funzionali a rinnovare l’offerta turistica e a ridurre l’impatto ambientale ed energetico. Per De Menech, sul fronte delle infrastrutture «si devono concentrare gli sforzi di Governo e Regione per trovare invece le risorse per far arrivare la ferrovia a Cortina. Per il 2026 dovrebbe essere operativo il collegamento ferroviario con l’aeroporto Marco Polo di Venezia. Per quella data, il treno deve arrivare nella conca ampezzana. Grazie ai fondi di confine la Regione ha le risorse per progettare la nuova ferrovia, sia verso Cortina che verso Trento. Non vorrei che si lasciasse passare il tempo per favorire altre ipotesi, come quella autostradale, che sarebbero deleterie per il nostro territorio». Va proseguito quindi l’investimento sulle strade ordinarie esistenti, costruendo una rete efficiente, sicura e soprattutto turisticamente sostenibile.
Resta il nodo della ricettività, conclude De Menech, «poiché è chiaro che il livello di servizio di alberghi, bed & breakfast e appartamenti è ancora nettamente inferiore rispetto al Trentino e soprattutto all’Alto Adige. Ma qui è un problema di scelte politiche. Il tempo per recuperare c’è. La Regione Veneto, deve investire risorse per consentire ai proprietari di ammodernare le loro strutture, diversificare l’offerta e allungare la stagionalità».
Francesco Dal Mas
Riproduzione riservata © Corriere delle Alpi








