«O ci ascoltano o non finisce qui»

Partecipazione trasversale a Milano di oltre 40 amministratori bellunesi. "Eravamo più di trenta sindaci specie dal Longaronese, dal Cadore e dall'Agordino, la parte nobile della provincia che tira la carretta senza ricevere nulla in cambio"
BELLUNO.
Sono partiti all'alba dal Cadore, in pullman, gli oltre 40 amministratori bellunesi diretti a Milano per rivendicare la propria dignità e la dignità dei territori che rappresentano: quelli piccoli, al di sotto dei 1000 abitanti, ma anche quelli che superano questa quota e che potrebbero scomparire per la drastica riduzione dei finanziamenti statali. 


Il popolo delle fasce tricolori si è messo in moto di buon mattino, compatto, solidale. E soltanto il dietrofront del governo potrà fermarlo. Questo il messaggio che viene da Milano. Qui dal Pirellone, il corteo di 800 sindaci e altrettanti almeno tra amministratori e cittadini ha proseguito fino a piazza della Scala dove c'è stato il comizio. 


«Eravamo più di trenta sindaci specie dal Longaronese, dal Cadore e dall'Agordino, la parte nobile della provincia che tira la carretta senza ricevere nulla in cambio», sottolinea Luca De Carlo, dopo aver sfilato. Con lui anche il sindaco di Arsiè, il vicesindaco di Ponte nelle Alpi. Assente per impegni Prade.  «Più di 800 fasce tricolori e oltre 2000 persone hanno sfilato per le vie di Milano in modo civile, corretto. Abbiamo cantato l'inno nazionale dando un'immagine dignitosa di amministratori rispetto a chi in Parlamento usa un linguaggio scurrile e alza il dito medio», dice De Carlo.  Sul palco del comizio i sindaci di Verona, Roma, Torino, Padova e tanti altri.


«Ma anche uno con 420 abitanti. Sicuramente dal Bellunese eravamo una buona fetta tra tutti i primi cittadini», commenta ancora il sindaco di Calalzo che aggiunge: «Una manifestazione in cui hanno prevalso la trasversalità e l'assenza di qualsiasi vessillo politico. Eravamo solo sindaci. Un evento bipartisan in agosto non si era mai visto, segno che il problema è molto sentito. Di fronte a questo successo, il governo faccia un passo indietro altrimenti, oltre ad offenderci quando ha proposto di tagliare gli enti locali, rischia di farlo una seconda volta non considerando la nostra mobilitazione».


Contento anche Stefano Murer, sindaco di Falcade: «Adesso aspettiamo cosa ci proporrà il governo prima di gridare vittoria. Se il governo è intelligente e capisce dove lavorare per far rientrare il debito va bene, altrimenti non ci limiteremo a questa manifestazione. Siamo riusciti a fare gruppo compatto e questo è un segnale positivo».  «La casta non è fatta di piccoli comuni, ma si deve cercare altrove. E se si vuole ridimensionare le amministrazioni con pochi abitanti bisogna garantire la democrazia e la rappresentanza.


Oggi abbiamo avuto un buon risultato», commenta Oscar Troi primo cittadino di Colle Santa Lucia. «Un bellissimo colpo d'occhio veder sfilare queste centinaia di fasce tricolori», precisa anche Pierluigi Svaluto Ferro, sindaco di Perarolo, «ora la partita si gioca entro il 5 settembre. Con questa manifestazione vogliamo ribadire la necessità che venga stracciato l'articolo che parla di tagliare gli enti locali, auspicando che tutto venga discusso nell'ambito del dibattito della Carta delle autonomie.


Oggi abbiamo ribadito che non siamo intenzionati ad abbassare la guardia». Presente anche il sindaco di Castellavazzo, Franco Roccon perchè «il mio comune rischia di scomparire se tagliano i trasferimenti. Il vero risparmio lo Stato lo faccia tagliando i milioni di dipendenti pubblici e riducendo le sue spese».

Riproduzione riservata © Corriere delle Alpi