Nuovo presidente, Manfreda accelera: "Decisione urgente"

All'assemblea del Consorzio Bim il vicepresidente invita i sindaci a riflettere sulle nuove elezioni
I sindaci all'assemblea
I sindaci all'assemblea

Ora tocca alle vallate. Saranno loro, infatti, a doversi esprimere per iniziare il percorso verso l’elezione del nuovo presidente del Consorzio Bim. Il rinnovo dei vertici, infatti, è «urgente», come fa notare il vicepresidente vicario Mario Manfreda. Talmente urgente che oggi nella sede della Protezione Civile di via Tissi che ha ospitato l’assemblea del Consorzio Bim, era presente addirittura un’urna, nel caso i sindaci avessero deciso di votare immediatamente il nuovo presidente.
Così non è stato. Le fasce tricolori della provincia hanno deciso di posticipare la decisione a gennaio, dopo una consultazione interna alle vallate per decidere non solo chi eleggere come proprio rappresentante, ma anche quali punti programmatici proporre al nuovo presidente. L’obiettivo è arrivare al voto uniti per evitare che, a causa delle norme che regolano l’elezione del nuovo presidente, i tempi si dilatino.
«È arrivato il momento di dare un governo al Consorzio» spiega Manfreda, «in questi anni le lungimiranti attività consortili sono diventate il collettore di molte sollecitazioni dal territorio. E nel futuro ci aspetteranno molti cambiamenti: per questo è importante arrivare rapidamente ad una decisione. La nomina del presidente è urgente». Il vicepresidente vicario ha poi invitato i sindaci a scegliere: votare subito per il nuovo presidente, rischiando di non raggiungere il quorum richiesto, o trovare prima un accordo? La decisione finale non è difficile da immaginare: la decisione è slittata a gennaio.
Prima è necessario convocare le assemblee di vallata. «Una volta» ricorda Pier Luigi Svaluto Ferro, sindaco di Perarolo, «le assemblee non decidevano solo i rappresentanti ma proponevano anche dei punti programmatici utili al futuro presidente». E, aggiunge il consigliere, «non si guardava al colore della giacchetta». «Aspettiamo un mese in più» conclude, «ma facciamo tutti i passaggi che servono, e facciamoli bene».
Non sarà facile. I sindaci, risucchiati da tagli in bilancio e novità in materia di tassazione locale, hanno sempre meno tempo. Lo ha ricordato il sindaco di Belluno Jacopo Massaro, che ha però sottolineato la necessità di trovare unità in vista dell’elezione in una visione “lobbystica” degli interessi dei sindaci, e di conseguenza dei cittadini.
Tuttavia mano a mano che passano le settimane sembra vacillare il patto stretto tra i sindaci del territorio per eleggere il presidente della Provincia e che prevedeva un’alternanza tra i territori nella distribuzione delle cariche. Un accordo ricordato, durante l’assemblea, nell’intervento di Camillo De Pellegrin, sindaco di Forno di Zoldo. «Questo principio sta alla base della tenuta della provincia» spiega. E probabilmente anche di quella di palazzo Piloni, dove Daniela Larese Filon, sindaco di Auronzo, governa insieme ad un consiglio variegato sia per provenienza territoriale che politica. «Il Consorzio Bim va alla parte bassa della provincia» dice chiaro e tondo il sindaco di Forno di Zoldo, «bisogna essere chiari e dirci se questo criterio vale ancora». Un domanda che otterrà risposta solo il prossimo anno.

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